Blog

Archivio per la ‘Interviste’ Categoria

David Byrne, il musicista che interroga i giornalisti

Giovedì, Aprile 1st, 2010

Andare a intervistare mostri sacri della musica ogni tanto può sembrare complicato, oltre che bello.

David Byrne ieri era a Milano, a presentare “Here lies love”, il disco dedicato a Imelda Marcos, e inciso assieme a Fatboy Slim. Ci siamo andati in tre dalla redazione, tutti un po’ intimoriti, nonostante un paio di noi l’avessero già incontrato almeno un paio di volte. L’intervista era stata preceduta da raccomandazioni precise: niente domande sui Talking Heads, bisogna aver ascoltato il disco (ca va sans dire, ma mica tanto…), bisogna aver letto con attenzione il libretto allegato al disco. Andando verso il luogo dell’intervista, ci chiedevamo se le domande le avremmo fatte noi, o se lui ci avrebbe interrogato.

Alla fine, è stata una gran bella chiacchierata, che il mio collega Alfredo Marziano ha riassunto qui. Lui è sempre un po’ distaccato, e il disco è strano assai: un “song cycle” di brani che raccontano la storia della Marcos. Un album nato anche per reagire alla morte dell’album a seguito del digitale. In questo stralcio della videointervista che ho montato al volo, ci sono un paio di riflessioni al proposito. E alla fine (o nel secondo video, se volete), c’è un siparietto curioso, con Byrne che osserva incuriosito il treppiede dell’iPhone, che ho usato come seconda camera, senza sapere che è già acceso.

(la versione completa della videointervista, montata e sottotitolata come si deve, la pubblicheremo la prossima settimana),

Immagine anteprima YouTube Immagine anteprima YouTube

Swell Season, Drive all night

Lunedì, Marzo 1st, 2010

Qualche tempo fa raccontavo del pomeriggio perfetto con gli Swell Season. Ecco, ora ci sono le prove, compreso il video della cover di “Drive all night” di Bruce Springsteen, che decisero di eseguire ispirati dal sole, dalla bellezza del luogo e dall’acustica del cortile del Conservatorio.

Con malcelato orgoglio, dico che è una delle cose più belle che abbia mai portato a casa, facendo questo mestiere. Ma il merito va soprattutto a Glen Hansard & co.

Immagine anteprima YouTube

(Qua ci sono le altre due canzoni e l’intervista. Un grazie anche a Simone Bianchi, che ha montato i video)

Sanremo, i Sigur Ros, Sabiu (ancora)

Sabato, Ffebbraio 20th, 2010

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla questione Sabiu/Sigur Ros/plagio/polemiche:

Immagine anteprima YouTube

Ps: chi posta commenti senza firmarsi con nome e cognome e/o usando mail fasulle e con tono maleducato non viene pubblicato.

Gli Swell Season, il sole, una chitarra scassata

Lunedì, Ffebbraio 8th, 2010

Glen Hansard ha l’animo del busker. “Sono a Milano seduto sotto un ulivo a godermi il sole”, scrive sul suo twitter la mattina, e te lo immagini con una chitarra che canta, magari pensando a qualche scena di “Once”, il film che l’ha reso famoso dopo anni di gavetta, facendogli vincere un Oscar nel 2008 per la migliore canzone originale. Quando lo leggo dal computer di casa, non so ancora che quell’immagine sta per diventare vera, anzi ancora meglio.

L’appuntamento per l’intervista è nel primo pomeriggio. Uno spicchio di sole arriva ancora in un angolo del cortile del conservatorio, esattamente sulla panchina sotto un albero, che non è un ulivo ma una magnolia. Glen arriva, saluta, si siede, si gode il sole e con la sua chitarra scassata si mette a provare una canzone nuova, registrandola con l’iPhone.

Abbiamo un accordo per filmare un paio di canzoni, ma il posto, il tempo lo ispirano, si vede. Arriva Marketa, timida e un po’ impacciata. Glen vede passare Colm, il violinista: “Dai, vieni anche tu, che suona meglio”. Iniziano con “Gold” una canzone di “Once”, quindi passano ad una cover di un loro vecchio amico scomparso, Mic Cristopher, “Listen girl”. Poi dicono: dai facciamone ancora una, gli chiedo (loro fanno) “What happens when the heart just stops” dei Frames. “Il posto è così bello… sai cosa mi piacerebbe fare?”, dice Glen. “Quella canzone di Springsteen”. E attaccano “Drive all night”, che recentemente avevano suonato a New York: un’intensità come quella che Glen ci mette a cantarla ce l’ha solo il Boss. Che è il Boss non per niente.
Ecco, perdonatemi, me la tiro un po’, ma il mio concerto è stato questo: quando torno a casa rivedo i filmati, e mi rendo conto della fortuna che ho avuto: il luogo perfetto, la luce perfetta, l’acustica perfetta e i musicisti perfetti.

Poi la sera ho quasi rischiato di non andare al concerto per un intoppo a casa che fortunatamente si è risolto in tempo, e mi sarei perso una gran cosa. La serata si apre con Josh Ritter, americano quasi trapiantato in Irlanda, capace di ipnotizzare la platea con una chitarra e voce. La sala è piena, il concerto è esaurito da un mese. Non è la sala più grossa del conservatorio, ma fa piacere vedere che finalmente c’è gente che apprezza questo grandissimo cantautore: il successo di “Once” (che pure in Italia è stato promosso pochissimo) ha avuto qualche effetto anche qua. Sul palco ha una band, che poi sono i Frames sotto mentite spoglie: nell’intervista al pomeriggio Glen mi aveva confermato che vuole portare avanti entrambi i progetti, che con i Frames tornerà ad incidere presto, ma che entro l’anno vuole tornare in studio anche con Swell Season. Sul palco c’è lui, c’è Marketa che sembra piccolissima dietro un piano a coda che sembra enorme. C’è una band completa, che dà un suono pieno, anche se sostanzialmente acustico, alle canzoni. Ma il centro è lui, Glen, con il suo piglio da intrattenitore tra un brano e l’altro (come quando racconta le sue peripezie da turista a Milano), e con la sua carica trascinante, con i suoi crescendo. La scaletta è sbilanciata sulle ultime cose degli Swell Season, e ha un po’ perdita di tensione quando cede il microfono alla pur brava e delicata Marketa, che funziona meglio quando con la sua voce fa il controcanto alla voce più possente di Glen. L’esempio migliore arriva nella parte centrale quando, voce e chitarra, i due cantano una versione da brividi di “Buzzin fly” di Tim Buckley, in cui viene accennata anche “Grace” del figlio Jeff (la potete vedere qua sotto).
Immagine anteprima YouTube
Il finale è una festa: Glen sembra non volersene più andare. Dopo un duetto con Josh Ritter, dopo “High horses”, attacca “Fitzcarraldo” (e io che mi lamentavo che non c’erano in scaletta canzoni dei Frames), e poi un finale esilarante su una versione acappella di “Devil town” di Daniel Johnston, che canta e fa cantare al pubblico quasi all’infinito.  All’uscita, in un angolo del cortile, c’è un sacco di gente che lo aspetta, e lui avrà la pazienza di fare una foto con tutti, di dare un sorriso a tutti. Queste sono serate che fanno bene alla musica.

Immagine anteprima YouTube

Fare musica in televisione è come danzare di architettura?

Mercoledì, Ffebbraio 3rd, 2010

Un po’ di buona musica, per distrarci dal chiacchericcio e dalla discussioni ipocrite di questi giorni.

Immagine anteprima YouTube

E poi non venitemi a dire che non è possibile fare buona televisione musicale: guardate una  puntata intera di: “Spectacle, Elvis Costello with…”, magari  una di quelle con Springsteen, che hanno appena concluso la seconda stagione del programma.

E’ semplice, assomiglia vagamente a “Storytellers”, ma porta il formato un passo più in là. Costello invita amici musicisti, ci chiacchiera e ci suona assieme. Lui è bravissimo nella conversazione – una delle migliori interviste della mia vita, e certo non per merito mio  -, la regia spettacolare.

Ps: la frase che ho parafrasato ingiustamente per il titolo di questo post è stata attribuita a Costello, a Zappa. Recentemente l’ho vista attribuire a Sting. Qua c’è la sua vera storia.

Soundgarden, tornate insieme!

Sabato, Ggennaio 2nd, 2010

E’ stato furbo, Chris Cornell: un tweet a mezzanotte in punto la notte di capodanno, e un milione e mezzo di followers pensvano alla reunion dei Soundgarden.

schermata-2010-01-02-a-200740

Il giorno dopo la notizia era ovunque, visto che non c’era molto altro da raccontare nella musica, il primo dell’anno.

La reunion dei Soundgarden è in fin dei conti banale. Gli Elii farebbero fatica a scriverci una canzone: gli ex membri non si sono insultati pubblicamente; qualcuno è più o meno scomparso dalla scene, qualcun altro ha fatto una gran carriera con un’altra band, qualcuno ha fatto una mediocre carriera solista. Però insomma.

Ho ancora qualche dubbio suo questa reunion. Soprattutto: che farà Matt Cameron, uno migliori batteristi rock in circolazione, ora in pianta stabile nei Pearl Jam, che l’anno prossimo sono in tour?

Ho intervistato Chris Cornell non più di sei mesi fa. Me la ricordo come una brutta intervista, fatta in un buio camerino dell’Alcatraz, poco prima di un concerto. Io che sbaglio approccio, lui molto sulla difensiva. Il tutto perché l’ultimo disco, Scream”, era davvero imbarazzante.

Gliel’avevo chiesto, della reunion. Lui aveva smentito gentilmente ma fermamente. Si sa, le rockstar contano un sacco di balle, se gli fa comodo.


Week in Rockol

Domenica, Novembre 15th, 2009

Michael Bublé, imitatore…

Lunedì, Ottobre 19th, 2009

Ce ne fossero, di artisti bravi e simpatici come Michael Bublé… Ieri sono andato a intervistarlo: ho ripreso l’intervista con due telecamerine, una frontale e una piazzata a lato.

Stavamo parlando di Britney Spears, del fatto che a lui non piace il suo modo di fare spettacolo… Poi l’intervista è finita. Gli ho chiesto un saluto a Rockol, che lui ha fatto guardando la telecamerina frontale. Poi ecco come è andata a finire…

Immagine anteprima YouTube

L’intervista per Rockol è qui. La videointervista è su Musicvideos

For those about to blog
Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla