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Archivio per la ‘iPhone’ Categoria

L’ebook di Nick Cave

Mercoledì, Settembre 30th, 2009

Non sono mai stato un sostenitore né degli audiolibri (un formato che oltreoceano funziona bene, ma da noi stenta a decollare) né degli ebook, almeno fino a quando non arriverà da noi il Kindle di Amazon. Credo che possano funzionare bene per i “reference books”, ma non per la lettura di narrativa, ma sono pronto a ricredermi. E non credo che l’iPhone e l’iPod Touch, con il loro schermo piccolino, siano adatti ad una lettura impegnativa. Magari con il prossimo iPad – il tablet di Apple di cui ieri iLounge ha fornito succose anticipazioni – la cosa funzionerà.

icon-w-bunnyPerò mi sembra davvero interessante questo tentativo: “The death of Bunny Munro”, il prossimo romanzo di Nick Cave in uscita anche in Italia, è stato da poco pubblicato come app per iPhone. E’ una sorta di versione “aumentata” del libro: ci sono da sfogliare con le dita, c’è la voce di Nick Cave che legge il libro, e che si sincronizza con la pagina (che si sposta automaticamente al punto che la voce sta raccontando), con musica originale di sottofondo scritta e suonata assieme a Warren Ellis, con un mix “spaziale” pensato apposta per l’ascolto in cuffia. Ci sono video di Nick Cave che declama il romanzo e ci sono un sacco di altre opzioni che facilitano la lettura (segnalibri, gestione dei caratteri e dei colori….) Insomma, un lavoro davvero ben fatto, da una software house che si chiama appunto Enhanced Editions, e che ha in programma altre uscite del genere, tra cui i libri di Barack Obama.

I difetti? 3. Il prezzo, innazittutto: 20 euro. Tanti in relazione allo standard dell’AppStore, dove raramente si va oltre i 10, e anche rispetto a qualcosa che non è un oggetto fisico, anche se ha più contenuti di un libro. Non molti, in realtà, rispetto al costo di un audiolibro.

Poi il peso: quasi 900 mega, che significa che avrete bisogno di un bel po’ di spazio sull’iPhone.

infine, la lingua: è inglese. Anche se la combinazione lettura/ascolto facilita la fruizione.

Qua sotto un video promozionale che spiega come funziona. E qui il link alla versione “lite” gratuita, che contiene i primi tre capitoli del libro. Provate a leggere ascoltare anche solo una parte. Ne vale la pena, assicurato.

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Eno-logia

Lunedì, Settembre 28th, 2009

Per chi ha voglia di usare il proprio telefonino come mini-macchina per fare ambient-music, mel giro di una settimana sono comparse due nuove applicazioni di Brian Eno per iPhone, dopo “Bloom”.

La prima, in realtà, è curata principalmente da Peter Chivers, si intitola Air, ed è un’evoluzione della famosa “Music for airports”: si toccano dei triangolini sullo schermo, che attivano dei campioni vocali e/o musicali, messi in sequenza e in armonia.

La seconda è Trope, ed è la figlia, o la cugina, di Bloom, di cui si parlò qualche tempo fa: si tracciano linee sullo schermo, si scelgono forme e colori (a cui sono associate diverse tonalità e mood), e la musica scorre.  In entrambi i casi si può lasciar fare al computer, e semplicemente ascoltare, o agire direttamente.

Questo genere di applicazioni -musica generativa, la chiamano Eno&Chivers – sono molto diffuse, e non solo sull’iPhone, e l’idea è che chiunque possa far musica, o che la musica si generi da sola, in flusso mai uguale a se stesso.

Nulla di molto diverso da Bloom, se non quella che Eno definisce una “musica più emotiva”, e forse Bloom era meglio.

UPDATE: dopo averci giocato un po’ le due applicazioni sono poverine, stufano abbastanza in fretta. Preferisco i suoni e l’interfaccia di Bloom, che nel frattempo  è stata aggiornata alla versione 2.0, e rimane di gran lunga la migliore del lotto.

Qua sotto un video con una dimostrazione.

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Nick Cave, tecno-scrittore?

Sabato, Settembre 19th, 2009

Time pubblica una bella intervista a Nick Cave, a proposito del suo romanzo, “The death of Bunny Munro”, che uscirà anche in Italia.

Beh, la cosa strana è che racconta di avere scritto il primo capitolo su un iPhone, usando l’autocorrezione (che peraltro è una delle cose che funzionano peggio del telefono). Poi l’ha finito scrivendo a mano, però.

L’editoria imparerà dalla musica o la musica dall’editoria?

Venerdì, Agosto 21st, 2009

Il Corriere in questi giorni sta pubblicizzando con grande enfasi la sua app per iPhone.
Non è la prima testata a lanciare un software del genere – quella di Repubblica è disponibile da tempo – ma la differenze sono sostanziali. La App del corriere è più completa – oltre a notizie, video, meteo, servizi geolocalizzati. Ma soprattutto costa: 2,39€. E la pubblicità a stampa allude che i servizi saranno ad “accesso illimitato  fino a novembre”. Dopo si pagheranno, se ne deduce.immagine-2

Di crisi del giornalismo si parla molto, di questi tempi. C’è chi sostiene che l’editoria non dovrebbe rifare lo stesso errore della discografia. Ovvero far pagare un contenuto che suo malgrado nella percezione comune è ormai disponibile gratuitamente.
L’idea che circola di più in rete è quella del “freemium” di Chris Anderson: una parte  dei servizi gratis per fidelizzare il consumatore,  servizi premium a pagamento. Un’idea molto usata anche in musica (pensate a chi offre dischi in vari formati e con vari prezzi, dal gratis in su).

L’applicazione del Corriere è – apparentemente – contro ogni logica: a pagamento il servizio base (il software), a pagamento i servizi successivi, anche se fra qualche mese. Il Corriere è il Corriere, e forse se lo può permettere. Ma in rete circolano già parecchi malumori sulla questione.

Forse davvero tutti questi anni di diatribe digitali sul futuro dei contenuti e dell’industria – innescate dalla musica – sono passati invano. O forse ha ragione il Corriere, chissà.

Tweets never sent: Bruce Springsteen

Mercoledì, Luglio 22nd, 2009

Ecco i tweet che forse avrei scritto dallo stadio. O forse no, visto che il concerto di Springsteen a Torino all’Olimpico è stato uno dei più coinvolgenti della sua lunga storia di performance italiane, e ho cercato di non stare troppo attaccato all’iPhone.

  • Torino è una città ordinata, si accede allo stadio facilmente. Faccio fatica a trovare parcheggio: vedo uno che armeggia con la portiera di una macchina. Mi fermo per vedere se sta andando via. Poi mi accorgo che stava cercando di rubarla. Ho cambiato zona.
  • Perché San Siro è San Siro. Ma anche l’Olimpico non scherza. Una volta era il Comunale, il Boss ci suonò nell’88. Ma la capienza era quasi doppia. Dove sono finiti quei posti?
  • Il Boss che apre un concerto parlando in piemontese è qualcosa che non avrei mai creduto di vedere in vita mia. Per fortuna non me sono accorto, l’ho letto e visto dopo. (vedi video in fondo al post…)
  • Già dalle prime canzoni si capisce che è una serata speciale. 6 brani mai suonati nel tour, a partire da “Loose Ends”. I fan americani di Backstreets moriranno d’invidia. Tié.
  • Alla prima inquadratura sul megaschermo di Clemons, mi rendo conto con orrore che ha le unghie laccate d’oro. Alla seconda mi rendo conto di quanto è invecchiato.
  • Max Weinberg pesta come un dannato per tutta la sera. E non ha mai un capello fuori posto, neanche dopo tre ore. Che lacca usa, la stessa di Clemons per le unghie?
  • Cosa contengono quei beveroni che Springsteen tracanna tra una canzone e l’altra? Li voglio anche io, che ho 20 anni di meno e un decimo della sua energia.
  • Il momento più bello dello show è la raccolta delle richieste. Scritte su: un materassino, un dirigibile volante, cartelli di varie fogge e colori.
  • Ci voleva: una bella inquadratura sul megaschermo sul retro di un cartello di cartone con la scritta “Esselunga”.
  • Correggo: il momento più bello dello show è “Drive all night”, una ballata torci-budella che non so da quanto non suonava. La mia compagna piange come una fontana, e non l’aveva mai sentita.
  • Ma la scenetta in cui apre tre buste sigillate e timbrate, da cui esce sempre la richiesta di “Drive all night”, l’ha messa in piedi lui o arriva dal pubblico?
  • Compreste una macchina usata da quest’uomo? Anzi, portereste vostro figlioletto ad un concerto di quest’uomo? Si, a giudicare dalla quantità di under-10 presenti sul prato. Il boss li fa pure cantare e ballare: altro che Courtney Cox nel video di “Dancing in the dark”.
  • Il pubblico del Boss è il più bello, il più tollerante, il più accogliente. Non ce n’è per nessuno: ovunque ti giri c’è un sorriso.
  • Ma come: il Boss fa una scaletta della madonna, e poi lascia fuori “Thunder Road” dai bis? Unica pecca di una serata perfetta.
  • Correggo: la vera pecca è uscire dallo stadio dopo una chilometrica “Twist & Shout” sulle note di Morricone. Lo vogliamo dire che sono noiose?

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Nuovo iPhone 3GS: ne vale la pena?

Mercoledì, Giugno 24th, 2009

Da qualche giorno ho in mano il nuovo iPhone, il 3GS, e il nuovo sistema operativo, l’OS X 3.0. In rete se ne è parlato molto (troppo), e non c’è occasione di ripetere: se volete una recensione completa, vi consiglio quella di iLounge.

Come già abbiamo fatto in passato dalle parti di Rockol, ecco invece alcune considerazioni sparse sulle caratteristiche musicali, che sono quelle che – immagino – dovrebbero interessare di più chi passa da queste parti.

OS X 3.0

Il nuovo sistema operativo è disponibile anche per i “vecchi” iPhone 3G. Introduce moltissime novità, alcune delle quali strettamente musicali: una migliore gestione della tag delle canzoni, che compaiono anche in versione completa sul “salvaschermo” iniziale; la funzione “shake to shuffle” (scuotere il telefono attiva la riproduzione casuale e il passaggio al brano successivo); una comoda maschera di ricerca all’interno del database delle canzoni e degli artisti; infine, la possibilita di usare cuffie stereo wireless attraverso il bluetooth. Quest’ultima è una funzione interessante, ma consuma la batteria, e fa qualche pasticcio se vi arriva una telefonata e le vostre cuffie non hanno il microfono (non si riesce a capire come ascoltare l’audio della chiamata). In generale, l’OS X 3.0 rende l’iPhone un oggetto decisamente più versatile e completo. Ed è gratis, almeno per gli iPhone (per il Touch costa 8 euro).

Infine una funzione interessante è il cosiddetto “In-App purchase”, ovvero la possibilità di acquistare contenuti “extra” all’interno delle singole applicazioni: ha interessanti valenze musicali, ma al momento non c’è ancora molto in giro che lo sfrutti. Meriterà un post a parte, più avanti.

iPhone 3GS

Alcune novità sono esclusive del nuovo modello, come noto. Tra queste – finalmente – un telecomando sulle cuffie che permette di controllare non solo play, pausa e skip, ma anche il volume. Una cosa comoda, comodissima,  che avevano già i walkman di 20 e passa anni fa… Interessante anche il Voice Control, che permette di “dire” al telefono quale operazione compiere: chiamare, suonare una canzone o una playlist. La mia esperienza dice che il sistema funziona benino, ma ha qualche problema con i titoli di diverse lingue: se avete una libreria con molta musica straniera, vi conviene impostare il Voice Control in inglese, visto che è possibile assegnargli una lingua diversa da quella di sistema. Se usate l’italiano, dovrete pronunciare i nomi di artisti, album e canzoni in inglese maccheronico, viceversa se usate l’inglese, storpierà l’italiano.

In generale, questo iPhone è assolutamente identico a quello precedente, esteticamente. Ma è davvero più veloce nelle operazioni, come sostiene la Apple. La batteria è migliorata, ma di poco, e se lo usate molto si fatica ad arrivare a fine giornata. Nel modello top è raddoppiata la capienza, arriva fino a 32gb, ma di certo non ve li regalano.

I prezzi e il pasticcio delle tariffe

Se comprate il telefono senza abbonamento, vi costa 719 euro per il modello più capiente, 599 per quello a 16. Se lo comprate sul sito della Apple, spendete qualcosina di meno.

Il vero pasticcio è stato quello delle tariffe: Tim le ha annunciate un paio di giorni prima del lancio di Venerdì 19. Ma sono tariffe pessime se volete stipulare un abbonamento per avere un 32gb “scontato”, l’unica opzione è pagare 180€ al mese per due anni! Meglio quelle di Vodafone, più articolate: ma sono state annunicate solo venerdì stesso. Alcuni negozi dell’operatore prendevano prenotazioni solo per unità in abbonamento, ma non si sapevano gli abbonamenti stessi… ancora fino a lunedì, i negozi Vodafone One vendevano iPhone solo su abbonamento. In questi giorni si parla anche dell’entrata in campo di 3, con tariffe decisamente vantaggiose. Ma c’è una (piccola fregatura): 3 non ha la rete gprs. Se siete fuori copertura dalla rete 3G, pagate il roaming dati.

Qualche coda fuori dai negozi c’è stata – niente in confronto a quelle dell’anno scorso – e la Apple ha annunciato di avere venduto 1 milione di unità in un weekend, con un comunicato stampa firmato da Steve Jobs, che ritorna ufficialmente in azione.

In sostanza…

Il nuovo iPhone è una gran bella macchina: evoluzione nella continuità, detta banalmente. Ma si potrebbe dire che molte delle cose che offre (registrazione video, controllo vocale…) avrebbero dovuto essere già nella versione dell’anno scorso. Forse per questo motivo non mi sento di consigliare a chi ha già il “vecchio” 3G (ancora in vendita a 499€, lo stesso prezzo di un anno fa) di passare al 3G S, a meno che non siate maniaci come il sottoscritto. Basta il passaggio al nuovo software. Per chi ci sta pensando da un po’, invece, questa può essere una buona occasione. Portafoglio a parte…

Aspettando il nuovo iPhone…

Mercoledì, Giugno 17th, 2009

Oggi è il giorno di pubblicazione del nuovo software del’iPhone, l’OS 3.0. Venerdì andrà in vendita l’iPhone 3GS. Perdonerete se quindi parliamo  soprattutto di questo in questi giorni.

Ma nell’attesa c’è da scandalizzarsi per i prezzi. Per il momento sono ufficiali solo quelli di TIM. Quelli di Vodafone saranno uguali, si dice. Anzi Macity – autorevole sito italiano sul mondo Apple che ha lavorato molto sulla questione in questi giorni – dice che TIM ha alzato di 20 euro il prezzo del modello top dopo avere visto l’offerta Vodafone, per essere in linea: ben 719 euro per il modello 32gb, 599 per quello a 16gb

Non si sa ancora nulla dei piano di acquisto con abbonamento incluso. Ma la cosa veramente scandalosa è che uno dei due modelli dell’anno scorso, l’iPhone 3G “semplice” a 8gb rimane in commercio allo stesso prezzo di un anno fa, 499 euro. Il modello a 16gb andrà progressivamente fuori commercio.

Ora: non è chiaro come vengano determinati questi prezzi. Si dice che il margine di ricavo degli operatori sia attorno al 10% per iPhone e che quindi spingano per fare acquistare un telefono con abbonamento. Ma prezzi cosi alti vanno contro ogni buon senso.

Sta di fatto che questa scelta sta ottenendo un risultato netto, a giudicare dalle discussioni in rete: pochi pensano all’upgrade, costerebbe troppo. Un sondaggio di Macity rivela che quasi l’80% dei possessori di un iPhone non ha intenzione di comprare quello nuovo. Parliamo di un campione numericamente basso (circa 200 persone al momento in cui scriviamo), ma rappresentativo perché effettuato in una comunità di appassionati. Cifre simili anche per chi non possiede un iPhone.

Insomma, magari mi sbaglierò, ma non vedremo le code dell’anno scorso per accaparrarsi un iPhone.

Apple, ecco l’iPhone 3G S

Lunedì, Giugno 8th, 2009

Assistere ad un Keynote della Apple è sempre un’esperienza: sia che lo si legga in diretta tramite i vari “liveblog” (il migliore è quello di Gizmodo), sia che si aspetti qualche ora e si scarichi il filmato.

La prima impressione, questa volta, è che lo show  sia stato un po’ meno spettacolare del solto, nonostante lo sforzo della Apple: si è concluso da poco il keynote della WWDC di San Francisco, appuntamento dove l’anno scorso venne presentato l’iPhone 3G.

I dati, innazittutto: sono stati presentati i nuovi MacBook (stesso design, versione aggiornata e potenziata in termini di performance, e prestazioni, prezzi ritoccati in ribasso), i dettagli del nuovo software operativo per Mac, SnowLeopard, che arriverà a Settembre per 29 dollari. E’ stata annunciata la data di lancio del nuovo sistema operativo per iPhone, il 3.0, che arriverà il 17  giugno. Interessante la funzione per localizzare e cancellare i contenuti del telefono in caso di furto o smarrimento (tramite Mobole Me).

tab-iphone-3g-s-heroInfine, il nuovo iPhone, denominato iPhone 3GS, dove “S” sta per “speed”. Esternamente è identico a quello precedente, con la stessa (brutta e fragile) cover di plastica lucida – smentite le voci che lo davano per opaco. E’ più veloce in termini di processore e connettività, fotocamera migliorata che registra video, controllo vocale, fino a 32gb di capienza. Tutto come largamente previsto, o quasi. In Italia sarà disponibile dal 19 giugno, anche se non sono ancora chiarissimi i prezzi: per ora sono noti solo quelli statunitensi, che sono 199 e 299 dollari per 16gb e 32 gb. Il “vecchio” 3G rimarrà in venidta nella versione da 8GB, a prezzo ridotto (99 dollari). I dettagli tecnici sono già sul sito della Apple

Ma insomma: o la Apple ci ha abituati troppo bene negli anni… Oppure i pur bravi dirigenti di Cupertino non sanno attivare il “Reality distortion field”  tipico di Steve Jobs, che non si è visto, nonostante le voci che lo davano al rientro pubblico. Senza di lui questi show non sono la stessa cosa.

Magari mi ricrederò, ma quanto ha presentato Apple oggi non mi sembra così sconvolgente. Soprattutto tante cose, ma nessun cambiamento davvero profondo, se non un drastico taglio sui prezzi per non farsi scavalcare dalla crisi. Sia per i MacBook che sull’iPhone le novità  mi sembrano soprattutto aggiustamenti, per quanto importanti. Non nuove “generazioni di prodotti”, come nel passaggio dal macbook plasticoso a quello d’alluminio, o dal vecchio iPhone al  3G. Non credo che la maggioranza degli utenti questa volta farà le code, o  abbia motivi così urgenti per fare un upgrade.  Lo faranno solo i malati di tecnologia, come il sottoscritto…

Dal Palm Pre al nuovo iPhone (forse): ricomincia la guerra dei gadget

Sabato, Giugno 6th, 2009

Oggi sbarca sul mercato americano il Palm Pre, di cui si dice generalmente abbastanza bene (come in questa recensione di Wired). La Palm è una vecchia conoscenza del mercato, anni fa era davanti a tutti (ho usato quasi tutti i modelli del Treo, e funzionavano davvero bene), poi si è persa per strada. Multitasking, tastiera fisica, bella interfaccia e uso della libreria musicale di iTunes camuffandosi da “falso iPod”…

In autunno arriverà lo Zune HD, che di High Definition pare abbia solo la sigla, e che sembra un iPod Touch squadrato. Ma Lunedì potrebbe essere il gran giorno del rientro di Steve Jobs e/o del nuovo iPhone, con l’inaugurazione della WWDC Apple. E comunque vada, qualunque annuncio la Apple decida di fare, toglierà i riflettori da tutti i concorrenti. Se nuovo iPhone sarà, non sarà così nuovo: le voci lo danno molto simile a quello attuale, con qualche caratteristica annunciata (registrazione video, MMS, bluetooth potenziato) che molti concorrenti hanno da tempo.

In realtà sarà interessante vedere come saranno posizionati i prodotti Apple: lo scorso anno sempre meno come riproduttori musicali e sempre più come gaming console. Il “Reality distortion field” tornerà a farsi sentire?

Apple fa marcia indietro: ecco l’app dei NIN (e quella dei Depeche)

Venerdì, Maggio 8th, 2009

Nella notte Apple ha fatto marcia indietro, e ha approvato la nuova versione dell’app dei Nine Inch, quella che aveva rifiutato qualche giorno fa. Senza chiedere nessuna modifica.

Trent Reznor in questi giorni aveva sparato a zero sulla decisione dell’azienda (sempre via Twitter), ma la cosa più buffa è che nessuno si era accorto che i contenuti rifiutati (un riferimento a “The downward spiral”, l’album del ‘94), erano già presenti nella prima versione, passata senza problem.

Nel frattempo anche i Depeche Mode hanno pubblicato la loro app. Molto meno innovativa e “sociale” di quella dei NIN, che permette ai fan di interagire e ha contenuti esclusivi.

Quella dei Depeche  permette di “remixare” il disco, “Sounds of the universe”. Più semplicemente permette di giocare con alcuni loop. Però sentire il tuo iPod che ad un tocco del dito urla “Wrooooong!” non è male.

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Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla