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Archivio per la ‘Record Store Day’ Categoria

Dischi, panda e varia umanità

Lunedì, Aprile 11th, 2011

Questa settimana si celebra il Record Store Day, la giornata in cui  nostalgicamente si cerca di rivitalizzare il negozio di dischi. Ovvero un luogo in fase di estizione, ucciso della grande distribuzione (come è capitato a innumerevoli altri tipi di negozi) e dalla crisi del supporto fisico (come è capitato alla musica e sta capitando al video).
Non ha tutti i torti chi dice che questa festa sa di giornata contro l’estinzione del panda. Una cosa un po’ anacronistica, di cui non si può parlar male. E si può anche capire che ci siano persone (di generazioni più giovani, ma non solo), che non hanno vissuto la magia del negozio di dischi, di trovare quella varia umanità che viveva solo da quelle parti.<br>
Ecco, celebrare i negozi di dischi non significa necessariamente celebrare la qualità sonora del CD o del vinile rispetto all’MP3 (superiore la prima, comodissimo il secondo), né significa necessariamente essere anacronistici o nostalgici. Insomma, il modello non deve essere per forza il Nick Hornby di “Alta fedeltà”. Celebrare i negozi di dischi può semplicemente mirare a ricordare la storia, nostra e altrui, di come la musica ci arrivava, e di come la dimensione sociale abbia sempre fatto parte del consumo dei suoni. I negozi di dischi sono e rimangono una fucina di storia e di storie. Di umanità, appunto.
Lo dimostra un bel libro uscito qualche mese fa, perfetto da rispolverare questa settimana. Ok, il titolo non è felicissimo, la copertina è brutta e lasciano perplessi alcuni altri dettagli di quelle che  Genette chiamava le “Soglie” del libro,  ovvvero i testi che ci accompagnano alla lettura (tipo la frase in quarta di copertina “L’incredibile? Esiste e vive rock’n'roll”…). Però “L’ultimo disco dei mohicani” racconta bene quel sottobosco umano che solo la musica ha saputo creare. Maurizio Blatto lavora a Backdoor, storico negozio torinese dedicato al collezionismo: in quel luogo ha visto passare gente che voi umani non potreste immaginare… Questo libro le racconta, con piglio da affabulatore consumato, in maniera empatica ma non accondiscendente o nostalgica. Vi imbatterete nel Signor Franco, il collega di Blatto,  riverito e temuto, una figura aleggiante in molti negozi di dischi. O nelle storie di dipendenti dal vinile che consumano dischi di nascosto dalle mogli, nascondendoli in garage affittati per l’occasione. Storie bizzarre che in alcuni casi sono così poco verosimili da essere sicuramente vere.
Insomma, celebrate pure i negozi di dischi se volete. O non celebrateli, se non ve ne frega niente e se le vostre modalità di consumo sono già da un’altra parte, come quelle della maggior parte degli ascoltatori. Ma non dimenticate l’importanza che hanno avuto.

(da Rockol)

Record Store Day

Sabato, Aprile 17th, 2010

Oggi è il Record Store Day, il giorno in cui si celebra l’importanza dei negozi di dischi, quelli in cui più di una generazione è cresciuta scoprendo musica, quelli che le nuove generazioni quasi non conoscono.

L’iniziativa è soprattutto americana, anche se nella lista di negozi aderenti ci sono diversi italiani. Come ormai avviene da diversi anni, molti artisti hanno annunciato pubblicazioni esclusive per l’occasione: qua c’è la lista completa, e qui sotto un video di presentazione. Nella mia lista dei desideri c’è ovviamente il singolo inedito dei Blur, ma soprattutto la riedizione in vinile colorato di “Chronic town”, il primo EP dei R.E.M., e quella con 8 inediti di “Kicking television”, il live dei Wilco, e soprattutto il nuovo disco di Josh Ritter, che viene pubblicato oggi in vinile, e arriverà in versione CD/digitale solo tra qualche tempo.

Immagine anteprima YouTube

UPDATE del giorno dopo: Ieri in rete era tutto un parlare del Record Store Day. Fabio DeLuca, dal suo blog, parla di “Ottomarzismo applicato” alla musica, e ha ragione. Bisogna ricordarsi dei negozi di dischi tutto l’anno, non solo un giorno. Però continuo a pensare che l’iniziativa sia lodevole.

Record Store Day, il disco è cultura

Venerdì, Aprile 17th, 2009

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Doman, Sabato 18 aprile si celebra il Record Store Day.

La lista delle iniziative messe in piedi per l’occasione è impressionante: vinili esclusivi pubblicati da gente come Bruce Springsteen, Bob Dylan, Tom Waits. Concerti, video, download. Partecipano anche molti negozi italiani: qui trovate la lista . Alcuni organizzano dei concerti, ma putroppo un giro di telefonate a qualche negozio mi conferma che le pubblicazioni esclusive saranno solo disponibili in America.

Il tutto per ricordarci che il digitale starà cambiando la musica, starà mettendo in crisi la discografia, ma è insostituibile il piacere di entrare con in un negozio, scoprire un disco nuovo e farsi consigliare da qualcuno.

Il punto è che non bisogna confondere i negozi di dischi con la discografia: quest’ultima ha tentato legittimamente di difendere i propri interessi, ma lo ha spesso fatto in maniera repressiva e reazionaria, negando la realtà dei fatti con strategie suicide. I negozi di dischi sono l’ultimo anello della catena produttiva, ma anche uno dei più importanti. E’ il luogo fisico dove si fa mediazione culturale: tutti i negozi di musica digitale cercano di riprodurre quell’atmosfera del negozietto specializzato, con consigli, scaffali virtuali… Negli ultimi anni ne sono scomparsi troppi, di negozi di dischi: se siete vicino a qualcuno di quelli in lista, fate un salto.

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Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla