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Archivio per la ‘Sanremo’ Categoria

Tutto il resto è noia

Martedì, Ffebbraio 15th, 2011

Non credete a chi snobba Sanremo, a chi dice che non lo guarda, che gli fa schifo. Il festival può essere molto divertente. Può essere divertente anche solo sparlarne. E può essere molto divertente per chi è qua, in sala stampa. E’ il “parco giochi dell’accreditato”, il luna park del giornalsta musicale.

Però la sensazione è che quest’anno ci sia un’aria da “volemose bene” che rischia di ammazzare lo spettacolo. Gianni Morandi è ben voluto da tutti, ha buoni rapporti con chiunque: con i cantanti (che non possono attaccarlo, è uno di loro), con la stampa, con i suoi compagni. Il tormentone di quest’anno è già pronto: “Stiamo uniti!”, continua a ripetere, parlando della sua squadra televisiva.

Ma tutto questo ammazza le polemiche, che sono ciò di cui vive il Festival, sono ciò che genera interesse. Ieri la prima conferenza stampa è stata assai noiosa, con i giornalisti ad arrampicarsi sugli specchi per fare domande che sembrassero un minimo polemiche. Quella di oggi tanto quanto, con un po’ di polemiche sul televoto (sai che novità!). Oggi gli articoli sui quotidiani sono il riflesso di questa mancanza di spunti, con arzigogoli sulla noia.

Magari mi sbaglio, magari tutto si vivacizzerà con l’inizio della serata, magari  tutto si vivacizza quando arrivano i primi dati d’ascolto, perché Sanremo oggi è soprattutto un programma TV.

Poi ci sono le canzoni. Già, le canzoni. Ieri alle prove ne ho sentite un paio belle e un paio che gridano vendetta, la dimostrazione che si può sempre iniziare a scavare, anche dopo aver toccato il fondo. Magari con almeno con quelle ci sarà da divertirsi.

Il piccolo e il principe

Mercoledì, Ffebbraio 24th, 2010

Non posso esimermi: questi video sono ovunque, oggi, in ogni luogo e in ogni lago.

Ma li posto lo stesso. Una sola parola: grandi.

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Il parco giochi dell’accreditato

Domenica, Ffebbraio 21st, 2010

Mi hanno suggerito una bella definizione di Sanremo: Il parco giochi dell’accreditato.

Il festival non è né un evento musicale, né un evento televisivo. E’ un evento ad uso, consumo e divertimento del giornalista.

Per una settimana noi tutti appartenenti alla categoria ci sentiamo importanti a sventolare il nostro pass, a telefonare agli amici a casa con gossip e anticipazioni, a inseguire o creare polemiche di cui tra qualche giorno non si ricorderà più nessuno.

Personalmente, ci ho dato dentro su una (insignificante?) questione sui Sigur Ros citati dall’orchestra in trasmissione. Mi ha ricordato come sulla rete (non solo fan, anche blog con pretese giornalistiche) si apra bocca non solo per il  divertimento di commentare, ma con maleducazione e senza nessuna verifica dei fatti. Sanremo è anche (soprattutto) questo. Il media event, per dirla con la famosa definizione di Katz e Dayan: quello che conta è il rumore di fondo che crea, non l’evento in sé.

pass-sanremoL’accelerazione internettiana del tempo di nascita e morte delle polemiche è forse l’unico cambiamento percettibile di Sanremo negli ultimi anni. Io ho fatto il mio primo festival da accreditato una decina di anni fa, e in Sala Stampa siamo più o meno sempre le stesse persone e la maggior parte era già lì prima che io arrivassi. Persino le foto sui pass sono vecchie (la mia è imbarazzante, ma dovreste vedere quelle di certi colleghi…).

L’altra cosa che non finisce mai di stupirmi a Sanremo è il sottobosco di varia umanità che gira attorno all’Ariston: i carrozzoni delle radio (anche per loro il Festival è un parco giochi, forse ancora più grande), pseudo vip risorti da qualche piega del dimenticatoio TV (ho visto, in ordine sparso: Solange, Cristiano Malgioglio, Simona Tagli, il Mago Otelma, Patrizia D’Addario e gente così), e gente “comune” che impazzisce appena vede qualcuno che assomiglia ad un vip.

fotoPoi ci sono le canzoni:  per una settimana, se sei qui, non ascolti quasi altro. E qualcosa ti può sembrare davvero bello. Ma poca roba poi sopravvive al ritorno, come insegna la storia.

Musicalmente, i momenti migliori del Festival per me sono stati il duetto tra Irene Grandi e Marco Cocci (grande, davvero: peccato che ci siamo dimenticati dei Malfunk), la canzone di Malika Ayane (un arrangiamento stupendo) e sì, anche quella di Irene che ricorda molte cose, ma ha una gran bella melodia.

Poi, perché stupirsi del trio finale? Cantanti da televoto, il paese reale è quello lì

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Sanremo, i Sigur Ros, Sabiu (ancora)

Sabato, Ffebbraio 20th, 2010

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla questione Sabiu/Sigur Ros/plagio/polemiche:

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Ps: chi posta commenti senza firmarsi con nome e cognome e/o usando mail fasulle e con tono maleducato non viene pubblicato.

Il pasticciaccio del presunto plagio dei Sigur Ros a Sanremo

Giovedì, Ffebbraio 18th, 2010

In rete si (s)parla di un plagio al Festival: l’orchestra avrebbe copiato uno stacchetto ai Sigur Ros, per la precisione a “Hoppipolla”, da “Takk…”. Molta gente si è inviperita, soprattutto quando l’altra sera  la Clerici, presumibilmente scherzando, ha chiamato lo stacchetto “Sabiu settima”, dove Sabiu è il direttore dell’orchestra del Festival.

La cosa, però, ha assunto dimensioni grottesche: da diceria sui social network, la cosa è stata ripresa da diversi blog fino a diventare un fatto reale, ma senza che nessuno facesse una verifica: il fan club italiano ha segnalato la cosa direttamente al management della band, che se ne è interessato attraverso le proprie edizioni.

Ieri notte ho fatto due chiacchiere con il Maestro Marco Sabiu, e come si dice, il caso non sussiste.

Non è un plagio, ma una citazione voluta, un omaggio cercato (e che quindi, si immagina, verrà conteggiato sul programma musicale consegnato dalla Rai alla Siae dopo la fine del Festival).

La spiegazione qua, su Rockol.

Grand Hotel Cristicchi

Mercoledì, Ffebbraio 17th, 2010

schermata-2010-02-17-a-160831Un altro artista italiano, il terzo per la precisione, si cimenta con l’app store. Oggi è stata resa disponibile “Grand Hotel Cristicchi“, l’app ufficiale del cantautore.

Lasciando perdere le considerazioni musicali sulla canzone sanremese, e limitandosi all’app: è gratis (a differenza di quella di Vasco, che costa ben 4 euro), ha qualche contenuto esclusivo – un divertente video-poutpourri, un quiz – e le solite inevitabili informazioni di base derivate dal sito.  Insomma, lo standard delle app degli artisti americani è ancora lontano, ma ci si sta avvicinando.

E finalmente ecco la canzone di Morgan

Mercoledì, Ffebbraio 17th, 2010

Su  iTunes e su Dada si può ascoltare/comprare la canzone di Morgan, “La sera”:

Sottoscrivo quello che dice Emmebi sul suo blog:

Un mix tra Umberto Bindi, atmosfere di Tim Burton e qualche licenza dannunziana. Il complesso è ricco e pretenzioso. Rispetto al (quasi) niente ascoltato ieri sera, sarebbe risultato un marziano. Specialmente per l’utilizzo pieno dei maestri dell’orchestra.

A Sanremo, A Sanremo

Mercoledì, Ffebbraio 17th, 2010

E la prima serata è andata. Se è vero che Sanremo è ormai solo uno spettacolo TV, quello della prima sera è stato davvero noioso.

Le canzoni: di veramente belle ce ne sono solo due. Irene Grandi e Malika Ayane. Arisa è divertente, Ruggeri ha un bel brano, Noemi una bella voce e una canzone carina, Mengoni ha una bella voce e una brutta canzone. Pure la canzone della Fornaciari non è male, anche se (o forse perché) lei sembra suo padre.  Il resto è la solita roba per Sanremo, cucita assieme senza guizzi, con la Clerici che fa poco più che l’annunciatrice. Pensavo di fare un bel post articolato, ma c’è ben poco da dire.

L’unica vera sopresa della serata è lo stacco orchestrale, che è ripreso da “Hoppipolla” dei Sigur Ros…

Da domani si va in riviera, e si spera che le cose si movimentino un po’. Aggiornamenti da lì.

Sanremo? There’s an app for that

Lunedì, Ffebbraio 8th, 2010

Strano che non ci avesse ancora pensato nessuno.

schermata-2010-02-06-a-104859Invece, mentre Repubblica e Corriere mettono a pagamento i contenuti “mobile”, ci sono arrivati quelli de La Stampa: una App per iPhone dedicata al festival di Sanremo, gratuita.

L’idea è buona, l’esecuzione così così: aggrega qualche notizia sul Festival, aggiunge la  lista di artisti, peraltro senza uno straccio di bio. Nella “Nuova generazione” non ci sono neanche le foto, per dire (bastava chiedere all’ufficio stampa del Festival…)

Nel nostro piccolo, anche a Rockol qualcosa abbiamo fatto: un Twitter dedicato a Sanremo, con le (tante) notizie che stiamo scrivendo e aggiornamenti in tempo reale dalla sala stampa a partire dal trasferimento in riviera della redazione la prossima settimana

Sanremo Factor

Venerdì, Dicembre 18th, 2009

Ogni anno, quando vengono annunciati i cantanti in gara a Sanremo si dice: “che schifo”. E ogni anno, quando arriva il Festival, ci si lamenta delle canzoni, dicendo che quelle degli anni passati erano migliori. Si stava meglio quando si stava peggio, insomma.

Mi iscrivo al gioco della critica preventiva: eccola qui, la lista dei cantanti in gara al prossimo festival. La cosa che salta all’occhio è che la commissione ha scelto di saltare sul carro (apparaentemente) vincente dei talent show. 4 cantanti su 16 arrivano da lì: Marco Mengoni, Noemi, Valerio Scanu. E  Morgan: mi perdonerà se lo includo in questa categoria; la sua storia e la sua credibilità musicale non sono in discussione, ma non credo l’abbiano ammesso al Festival solo per quelle.

Ah: sono già stanco al pensiero delle polemiche su Povia. Che tristezza.

“Jammo ja”, Nino D’Angelo

“Ma l’amore no”, Arisa

“Italia amore mio”, Pupo, Emanuele Filiberto di Savoia, Luca Canonici

“Ricomincio da qui”, Malika Ayane

“Meno male”, Simone Cristicchi

“Aeroplani”, Toto Cutugno

“La cometa di Halley”, Irene Grandi

“La sera”, Morgan

“Non è una canzone”, Fabrizio Moro

“Per tutta la vita”, Noemi

“Il mondo piange”, Nomadi e Irene Fornaciari

“La verità (Eluana)”, Povia

“La notte delle fate”, Enrico Ruggeri

“Un attimo con te”, Valerio Scanu

“Baby”, Sonhora

Marco Mengoni

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Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla