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Archivio per la ‘Tap Tap’ Categoria

Eppur qualcosa si muove (2)

Venerdì, Ottobre 30th, 2009

Appunti sparsi su cose che stanno succedendo nella musica in questi giorni.

Marcare il territorio:  Google ha lanciato il suo motore di ricerca musicale. Se cercate artisti, canzoni e dischi vi rimandano verso siti partner: Lala, MySpace ecc. La cosa è spiegata da Google sul suo Blog e qua c’è una news di Rockol. Insomma, l’ennesima espansione di Google, che marca un altro territorio…

Videogiocare al DJ e al metallaro: il settore dei videogiochi musicali è tra i più dinamici. Ieri è stato lanciato DJ Hero, corrispettivo di Guitar Hero, cosa che certifica – se mai ce ne fosse bisogno ancora – lo status di divi dei DJ. Una volta non avevano faccia, si nascondevano dietro le console, non si vedevano nei video… ora assomigliano sempre di più a delle rockstar, in termini mediatici. Anzi, sono più rockstar delle rockstar stesse.

Poi sono usciti nuovi videogiochi dedicati ai Metallica  – una versione  dedicata di Tap Tap Revenge, e ormai da qualche tempo Rock Band per iPhone, che mi sembra decisamente meglio di Tap Tap, per giocabilità e repertorio.

X-Factor: Infine, segnalo questo post del blog di Ernesto Assante, che prende spunto da X-Factor per ragionare sulla distinzione tra cantanti, interpreti e autori.

La musica come software, il software come musica

Venerdì, Ottobre 16th, 2009

Questa notte, questa mattina non si parlava d’altro nei vari siti e blog dedicati al mondo Mac: Apple ha cambiato le sue politiche dell’App Store di programmi per iPhone e iPod Touch. Ora è possibile l’ “In-app purchase” anche da applicazioni gratuite.

Suona incomprensibile? Probabile: questo non è un blog dedicato all’iPhone, anche se è uno degli argomenti preferiti. Ma questa scelta di Apple è destinata a cambiare molte cose, anche nel campo della musica. Provo a riassumerle.

Quando ha aperto l’App Store, Apple ha mirato ad avere molto software gratuito che facesse massa. E ha imposto che non si potesse regalare demo, ma app complete. Questo è risultato in 3 tipologie di applicazioni gratuite.

  1. Le app nate per essere gratis (per lo più sviluppate da programmatori indipendenti/amatoriali in cerca di notorietà).
  2. Le App “Lite”, ovvero delle demo sotto mentite spoglie: 1 o 2 livelli di un gioco, qualche funzionalità di un programma. Però poi per avere il programma completo bisognava comprarsi un’altra app.
  3. Le app “Freemium”, secondo il modello teorizzato da Chris Anderson: ti regalo qualcosa, ma se vuoi la versione premium, la paghi. Il caso più famoso è TapTap, rythm game sul modello di Rock Band etc., scaricato nella versione gratuita in milioni di copie, e venduto in centinaia di milioni di copie nelle versioni premium con musica di Weezer, Coldplay, etc.

Poi, la scorsa estate, la Apple ha introdotto le “In-app purchase”, ovvero la possibilità di comprare contenuti direttamente dentro le applicazioni (livelli nuovi per i giochi, nuove funzionalità ecc), limitando però questa funzionalità alle app a pagamento.

ttrshot21Il pasticcio che ne è venuto fuori è dimostrato bene da “TapTapRevenge3″, l’ultima versione della serie: il gioco costa 79 centesimi, ma dentro non ha praticamente nulla, solo 3 canzoni, e pure brutte. Se volete qualche canzone, dovete comprarla (1euro per 2 canzoni, 2 e 39 per mini album da sei). Ma per avere un gioco che abbia abbastanza materiale su tutti i livelli, dovete spendere un bel po’ di soldini, per di più con la fregatura del balzello iniziale. Per dire, Rock band per Iphone che uscirà tra poco, avrà 20 canzoni, giocabili su diversi livelli e 4 strumenti. Certo costerà qualcosa di più, ma è un gioco completo.

Ora questa modifica della politica di Apple aprirà la strada a molte cose, e non solo nei videogiochi. Le versioni “lite” probabilmente spariranno. Fioccheranno le app gratuite come cavallo di troia per vendere qualcos’altro. Wired sostiene che questa modifica nelle politiche di vendita, assieme al famigerato Tablet di Apple, servirà soprattutto per vendere news.

Ma anche la musica diventerà definitivamente un software. Già le app “ufficiali” degli artisti non si contano più; ora  sono gratis per lo più gratis, e permettono di ascoltare musica in streaming: Nine Inch Nails, i primi; tra i più recenti, i Metallica, (anche se la loro è a pagamento, 79 centesimi per ascoltare il loro catalogo di concerti). Trasformare le app in negozi virtuali di musica sarà un attimo….

Un miliardo di App

Venerdì, Aprile 24th, 2009

Ieri sera il countdown è finito: l’app store di Apple è arrivato al miliardo di download in nove mesi. Cifre impressionanti, forse un po’ meno di quello che sembrerebbe – perché la maggior parte sono applicazioni gratuite che uno scarica per il proprio iPhone/iPod, le prova per un giorno e poi se le dimentica.

Nella lista delle applicazioni più scaricate, molti sono giochi, e molte hanno a che fare con la musica. Segno che sta passando l’idea che la musica non è solo più un contenuto, ma un software vero e proprio. Un argomento su cui prima o poi ritoneremo.

Se a qualcuno interessa, ecco le mie 5 app musicali preferite:

Bloom: non è bello come Elektroplankton per Nintendo DS, ma è una bella app per fare musica usando loop e giocando con lo schermo. C’è dietro Brian Eno, che poteva spendersi un po’ di più e sarebbe stato un capolavoro…

Shazam: sentite una canzone alla radio che non conoscete? avvicinate l’iPhone, fate partire il programma, che la campiona, la confronta con un database e ve la riconosce. Funziona benissimo, è gratis, ed è una delle più scaricate

RjDJ: campiona i suoni esterni e li mette in loop a ritmo, secondo diversi pattern…. divertente assai, trasforma i rumori in musica.

Remote: trasforma l’iPhone in un telecomando di iTunes: essenziale e comodo.

TapTap: un gioco musicale ritmico, presente nella versione gratuita, e in versioni “brandizzate” a pagamento dedicate a singole band: Weezer, NIN, Coldplay. Un ottimo esempio di “Freemium”, di cui si parlava nei commenti al post precedente.

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Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla