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Archivio per la ‘Televisione Musicale’ Categoria
(Meta)Fisica dei Radiohead
Giovedì, Giugno 3rd, 2010Scritto in Televisione Musicale | Comments Off
Gli Arcade Fire, Chuck e la musica afrodisiaca nelle serie TV
Giovedì, Maggio 27th, 2010Qua c’è il nuovo singolo degli Arcade Fire. Il nuovo disco esce ad agosto ed è uno dei più attesi di questo periodo: si intitola “The suburbs”, come il singolo. Che, se posso dirlo, è davvero banale. Niente a che vedere con “Neon bible”. “The suburbs” non è per niente musica afrodisiaca, come direbbe uno dei miei personaggi preferiti delle serie TV, Chuck.
Qua sotto c’è la “Arcade Fire reference” in un episodio della prima stagione: a memoria, una delle più belle citazioni musicali in un serie TV. D’altra parte, dietro alla musica di questa serie c’è quel mezzo genio di Alexandra Patsavas, la music supervisor responsabile delle colonne sonore di The O.C., Gossip Girl, Grey’s Anatomy…
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Kathryn Bigelow, regista di videoclip (bruttissimi)
Lunedì, Marzo 8th, 2010Sono contento che Kathryn Bigelow abbia vinto l’Oscar. Non ho visto il film premiato, ma “Point break” e “Strange days” sono due dei miei film preferiti di sempre; solo quelli da soli valgono molto di più di una statuetta.
Anche i più grandi registi hanno qualche scheletro nell’armadio: non sapevo per esempio che la Bigelow avesse diretto anche dei videoclip. Amo questa band alla follia, ma questo video l’ho sempre reputato uno dei più brutti mai prodotti. Guardare per credere. La qualità non è granché, ma forse è meglio così.
Questa scoperta – grazie a TwentyFourBit – mi conferma un’altra mia teoria: salvo rare eccezioni, i registi di cinema non sanno proprio girare videoclip. Ma questa è un’altra storia, e ne parlerò un’altra volta
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Il piccolo e il principe
Mercoledì, Ffebbraio 24th, 2010Non posso esimermi: questi video sono ovunque, oggi, in ogni luogo e in ogni lago.
Ma li posto lo stesso. Una sola parola: grandi.
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Il parco giochi dell’accreditato
Domenica, Ffebbraio 21st, 2010Mi hanno suggerito una bella definizione di Sanremo: Il parco giochi dell’accreditato.
Il festival non è né un evento musicale, né un evento televisivo. E’ un evento ad uso, consumo e divertimento del giornalista.
Per una settimana noi tutti appartenenti alla categoria ci sentiamo importanti a sventolare il nostro pass, a telefonare agli amici a casa con gossip e anticipazioni, a inseguire o creare polemiche di cui tra qualche giorno non si ricorderà più nessuno.
Personalmente, ci ho dato dentro su una (insignificante?) questione sui Sigur Ros citati dall’orchestra in trasmissione. Mi ha ricordato come sulla rete (non solo fan, anche blog con pretese giornalistiche) si apra bocca non solo per il divertimento di commentare, ma con maleducazione e senza nessuna verifica dei fatti. Sanremo è anche (soprattutto) questo. Il media event, per dirla con la famosa definizione di Katz e Dayan: quello che conta è il rumore di fondo che crea, non l’evento in sé.
L’accelerazione internettiana del tempo di nascita e morte delle polemiche è forse l’unico cambiamento percettibile di Sanremo negli ultimi anni. Io ho fatto il mio primo festival da accreditato una decina di anni fa, e in Sala Stampa siamo più o meno sempre le stesse persone e la maggior parte era già lì prima che io arrivassi. Persino le foto sui pass sono vecchie (la mia è imbarazzante, ma dovreste vedere quelle di certi colleghi…).
L’altra cosa che non finisce mai di stupirmi a Sanremo è il sottobosco di varia umanità che gira attorno all’Ariston: i carrozzoni delle radio (anche per loro il Festival è un parco giochi, forse ancora più grande), pseudo vip risorti da qualche piega del dimenticatoio TV (ho visto, in ordine sparso: Solange, Cristiano Malgioglio, Simona Tagli, il Mago Otelma, Patrizia D’Addario e gente così), e gente “comune” che impazzisce appena vede qualcuno che assomiglia ad un vip.
Poi ci sono le canzoni: per una settimana, se sei qui, non ascolti quasi altro. E qualcosa ti può sembrare davvero bello. Ma poca roba poi sopravvive al ritorno, come insegna la storia.
Musicalmente, i momenti migliori del Festival per me sono stati il duetto tra Irene Grandi e Marco Cocci (grande, davvero: peccato che ci siamo dimenticati dei Malfunk), la canzone di Malika Ayane (un arrangiamento stupendo) e sì, anche quella di Irene che ricorda molte cose, ma ha una gran bella melodia.
Poi, perché stupirsi del trio finale? Cantanti da televoto, il paese reale è quello lì
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A Sanremo, A Sanremo
Mercoledì, Ffebbraio 17th, 2010E la prima serata è andata. Se è vero che Sanremo è ormai solo uno spettacolo TV, quello della prima sera è stato davvero noioso.
Le canzoni: di veramente belle ce ne sono solo due. Irene Grandi e Malika Ayane. Arisa è divertente, Ruggeri ha un bel brano, Noemi una bella voce e una canzone carina, Mengoni ha una bella voce e una brutta canzone. Pure la canzone della Fornaciari non è male, anche se (o forse perché) lei sembra suo padre. Il resto è la solita roba per Sanremo, cucita assieme senza guizzi, con la Clerici che fa poco più che l’annunciatrice. Pensavo di fare un bel post articolato, ma c’è ben poco da dire.
L’unica vera sopresa della serata è lo stacco orchestrale, che è ripreso da “Hoppipolla” dei Sigur Ros…
Da domani si va in riviera, e si spera che le cose si movimentino un po’. Aggiornamenti da lì.
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M Television
Martedì, Ffebbraio 9th, 2010
Diverse fonti riportano che in America il marchio di MTV è cambiato: non c’è più la scritta “Music television”.
Ecco cosa scrive Rolling Stone:
In a move that signifies the end of an era, MTV will no longer include the words “Music Television” under its iconic logo. The Wrap was the first to report on the new logo, which will still feature the monolithic “M” and its dripping “TV,” but no underlying text. The shift seems to confirm what many have suspected for years: Following the cancellation of TRL and the success of Jersey Shore, The Hills and the Real World spin-offs, music is no longer MTV’s main priority.
Qua c’è una storia del logo di MTV.
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Fare musica in televisione è come danzare di architettura?
Mercoledì, Ffebbraio 3rd, 2010Un po’ di buona musica, per distrarci dal chiacchericcio e dalla discussioni ipocrite di questi giorni.
E poi non venitemi a dire che non è possibile fare buona televisione musicale: guardate una puntata intera di: “Spectacle, Elvis Costello with…”, magari una di quelle con Springsteen, che hanno appena concluso la seconda stagione del programma.
E’ semplice, assomiglia vagamente a “Storytellers”, ma porta il formato un passo più in là. Costello invita amici musicisti, ci chiacchiera e ci suona assieme. Lui è bravissimo nella conversazione – una delle migliori interviste della mia vita, e certo non per merito mio -, la regia spettacolare.
Ps: la frase che ho parafrasato ingiustamente per il titolo di questo post è stata attribuita a Costello, a Zappa. Recentemente l’ho vista attribuire a Sting. Qua c’è la sua vera storia.
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Rock Tube Hall Of Fame (2)
Sabato, Ggennaio 16th, 2010Ho passato la serata di ieri a studiarmi i video del concerto del 25° anniversario della Rock ‘n’ Roll Hall Of Fame: signori, questo è un libro di testo della musica.
Continuo a pensare che il duetto Joel/Springsteen sia la cosa più toccante. Ma ci sono altri momenti degni di nota: Fergie dei Black Eyed Peas che canta come una dannata “Gimme shelter” assieme a Mick Jagger, il boss che saltella contento come un ragazzino mentre accompagna Sam Moore in “Soul man”.
E soprattutto questo video qua sotto: gli U2 e Springsteen che cantano assieme “I still haven’t found”.
L’avevano già cantata assieme, qualche tempo fa. Ma questa versione è speciale. La fine, con il controcanto in cui Bono fa “The promised land”. E l’inizio, con Bono che pianta uno dei suoi pistolotti sul significato del rock, e Springsteen che lo liquida in due parole: “Si, ma divertiamoci un po’ adesso” .
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