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Archivio per la ‘YouTube’ Categoria

Le Noise, il film

Venerdì, Ottobre 1st, 2010

Era tempo che un disco non divideva in due pubblico e “critica” come sta succedendo per “Le noise”, di Neil Young. C’è chi lo sta massacrando, soprattutto oltreoceano, e chi lo ama.

Nella prima categoria, qua c’è la recensione della Associated Press (pretenzioso, funziona meglio sulla carta che in realtà, dicono). E qua c’è una bella recensione di Stereogram: bella nel senso che è scritta molto bene ed è molto informata, ma non sono d’accordo con le conclusioni che trae da quelle premesse, ovvero che Young suona stanco. Poi c’è questa recensione di Rolling Stone di David Fricke, molto equilibrata.

Io continuo a pensare che “Le noise” sia un gran disco. Però quando l’ho messo sullo stereo in casa, dal CD, al primo “Thang” di chitarra il mio cane si è alzato dalla cuccia ed è venuto a guardarmi con disapprovazione…

Sia quel che sia, da ieri c’è in rete il film di “Le Noise”: tutte le canzoni sono state riprese in bianco e nero, in alta definizione, e vale la pena vederlo. Non è come ascoltarlo su CD, ma insomma.

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Videomusica cinofila

Lunedì, Settembre 20th, 2010

Il primo esempio di DogDance in un videoclip.  Certo, gli OK Go sono quelli che fanno i video più belli delle canzoni, ma sempre meglio una loro canzone della musica tamarra con cui di solito si fa la DogDance

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(Via Stereogram)

Sorridi, sei su candid camera

Martedì, Luglio 20th, 2010

In rete gira questo video, che ha fatto quasi tre milioni di contatti in meno di una settimana: Jewel, travestita, che va a cantare le sue canzoni ad un Karaoke Bar, di fronte agli sguardi allibiti degli spettatori inconsapevoli.

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LeBron Mayer

Martedì, Luglio 13th, 2010

“The decision” di LeBron James è un caso mediatico che andrebbe inserito di diritto nei libri di testo per i corsi di laurea di Scienze della Comunicazione. Ovvero: come non si gestisce l’immagine di un personaggio, come l’eccessiva esposizione mediatica possa diventare un boomerang.

Da più di un anno si parlava di dove sarebbe andato a giocare LeBron nella stagione 2010-2011. Poi, il più forte giocatore di basket al mondo ha scelto di dare la notizia di fronte a 10 milioni di persone, producendosi da solo uno speciale TV sulla ESPN. Ha comunicato la sua scelta (Miami) senza avvisare nessun altro prima, neanche la sua ex-squadra (Cleveland, Ohio: lo stato in cui è nato), con una sicumera e un’arroganza che l’hanno reso immediatamente lo sportivo più antipatico del pianeta (guardate il video qua sotto).

In America da giorni la discussione sul personaggio e sulla sua decione è assai accesa. Al di là dei tanti commenti inutili, la cosa più divertente che gira in rete è questa parodia di John Mayer che annuncia la sua decisione di “where he’s going to play”. Impara come si usano i media, LeBron. E possibilmente inizia a vincere…

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Video, non canzoni

Giovedì, Giugno 17th, 2010

Ormai i loro video sono un appuntamento: ecco “End  love”, il nuovo clip degli OK GO.

E’ il più bello di quelli messi in rete  ultimamente dalla band, che ormai – è chiaro – fa video decisamente migliori delle canzoni.

Ha un’idea semplice semplice, con quella coreografia divertente – che ricorda un po’ “Here it goes again”, e  una bella regia.Come direbbe un critico cinematografico? “Un sapiente uso del rallenty e dell’accellerato”

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Il video si può scaricare partecipando al contest su http://www.facebook.com/okgo

Video trashed the music star

Venerdì, Maggio 14th, 2010

Da qualche anno, all’ultima lezione del Master che dirigo, facciamo una sorta di “contest” finale, dedicato ai videoclip più trash. E’ un modo ludico di chiudere le lezioni (un po’ come si faceva al liceo, quando con la compiacenza di un prof, si prendeva un’ora di assemblea e si portava da bere e da mangiare). E se proprio vogliamo trovargli una giustificazione, ha anche una valenza didattica: è un modo per vedere la degenerazione del formato videoclip. Un modo che YouTube rende evidente, sia andando a pescare nella memoria storica e dimenticata, sia nelle produzioni pseudo-amatoriali o provenienti da nicchie di mercato (la musica neo melodica, la musica da ballo, la musica che arriva dall’est europeo o dai paesi non occidentali).

Funziona così: ognuno sceglie il video più brutto e trash e privo di ironia che riesce a trovare. Lo si fa vedere alla classe e alla fine si elegge il campione.

Ogni anno riemerge qualche classicone (come quello di Spitty Cash), ma il vincitore di quest’anno è notevole. Momento consigliato: la “bicicletta” a 2:46.

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Menzione speciale ad Antonello Venditti, in questo clip con Angelina Jolie:

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E poi il vincitore della prima edizione, che è il classico dei classici in questo campo.

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Il videoclip è morto. L’ha ucciso YouTube?

Lunedì, Aprile 26th, 2010

In questi giorni si parla molto dell’anniversario della nascita di YouTube, su cui 5 anni fa veniva uploadato il primo video. E’ stata l’occasione per riflettere su qualcosa che ha davvero cambiato le nostre modalità di fruizione dei media, per ragionare sulle tensioni tra pubblico, internet e industria della cultura.

Credo però non si sia sottolineato abbastanza l’impatto che ha avuto sulla musica. YouTube è stato il colpo finale all’agonizzante videoclip. Da tempo aveva perso lo smalto che ne aveva fatto un oggetto rivoluzionario negli anni ‘80. In crisi di idee – i videoclip mainstream sono tutti uguali, tutta forma e nessuna sostanza, sempre con gli stessi stereotipi -, in crisi di soldi (la discografia ora ci pensa bene a spendere fortune per un clip) e di spazi (MTV li ha confinati di notte, al mattino o sul satellite).

Poi è arrivato YouTube, con la sua semplicità di condivisione di immagini. Le band, come gli Ok Go hanno iniziato a farseli da soli, puntando alle idee, più che alla forma. Gli utenti hanno iniziato a girare videoclip sia per le canzoni famose che per le proprie canzoni. Qualche artista ha intelligentemente provato a stare in mezzo, realizzando videoclip doppi, con una versione per la TV e una remixabile per la rete. Qualcuno ha continuato a fare come se nulla fosse, tutt’al più semplicemente mettendo i videoclip in rete, qualche volta in anteprima.

Oggi il videoclip “mainstream”  è un morto vivente. I videoclip è la fenice rinata dalle sue ceneri, con un’estetica e una diffusione molto diversa, imposte entrambi da YouTube.

Non solo. YouTube ha pure soppiantato la radio, con i non-videoclip. Volete sentire il nuovo singolo di qualche band? qualcuno l’avrà sicuramente caricato, l’audio con una foto fissa…

Insomma, YouTube ha preso qualcosa che già c’era, e poco per volta lo ha cambiato, inesorabilmente. E dire che c’è ancora chi fa finta di niente…

Danzare di architettura con John Coltrane

Giovedì, Marzo 25th, 2010

C’è una frase, che si usa e abusa spesso, e che dice: “Scrivere di musica è come danzare di architettura. E’ davvero una cosa stupida da fare”.

E’ una frase che ha una storia lunga, e molte attribuzioni, raccontate qua e analizzate  da Franco Fabbri nel suo “L’ascolto tabù”. Il senso comune di questa frase  è che la musica non ha bisogno di spiegazioni, parlarne e scriverne è un nonsense, come danzare di architettura.

Comunque, nei giorni scorsi grazie a Facebook mi sono imbattuto in un video meraviglioso, che non conoscevo, nonostante fosse del 2001. Un video che mostra come invece sia possibile danzare di architettura: un’animazione su “Giant steps” di John Coltrane. Non si può incorporare nel post – la registrazione è di proprietà della Warner, e quindi su YouTube non c’è. Bisogna cliccare sull’immagine per andare alla pagina di Michal Levy, colei che l’ha realizzato. Nella sua pagina c’è una bella frase di Goethe che dice: “La musica è architettura cristallizzata”.

Fateci un salto, ne vale la pena.

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(Grazie a Roberto Agostini)

BenFolding Chatroulette

Lunedì, Marzo 22nd, 2010

Da qualche tempo, si parla molto di Chatroulette, e si parla molto di Merton, il pianista incappucciato che improvvisa nelle videochat casuali. Persino Billboard gli ha dedicato un articolo.

Ma meno male che c’è un altro pianista nerd in circolazione: Ben Folds.  Un genio, un pazzo, o tutti e due: eccolo in un video in cui fa il verso a Merton, in concerto. Grande.

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(Via Boing Boing)

Battlestar Sabotage/New Dork

Giovedì, Marzo 11th, 2010

Ieri, grazie a Stereogram, mi sono imbattuto in un bel video, in cui una pazza ha ricreato pari pari “Sabotage” dei Beastie Boys con sequenze di “Battlestar Galactica”. E quando dico “pari pari” non scherzo: Wired, che ha intervistato l’autrice del montaggio, ha postato anche una clip in cui due video sono messi al passo, e il risultato è strabiliante:

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E, a proposito di parodie/omaggi, in rete da qualche giorno si parla molto di questo rifacimento della canzone di Jay-Z/Alicia Keys:

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Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla