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Arrivano i Beatles digitali, ma non come ve li aspettate

Novembre 4th, 2009 in Apple, Gadget, Industria Musicale, iTunes by Gianni Sibilla

Una chiavetta USB a forma di Mela, ma non c’entra con la Apple di Steve Jobs, bensì con la Apple dei Beatles: finalmente i Fab Four arrivano in digitale, in questo strano modo. Anche un po’ vecchio, se vogliamo: trasformare gli album in chiavette USB è stato uno dei tentativi della discografia di arginare la pirateria offrendo un oggetto a metà tra il “fisico” e il digitale, spesso corredato di extra e bonus ecc.

viewIl sito dei Beatles specifica che le chiavette conterrano i 14 dischi rimasterizzati  – peraltro finiti in digitale in versione piratata all’indomani della loro pubblicazione il 9 settembre scorso – con tanto di filmati, artwork e una non meglio specificata interfaccia flash per fruire dei contenuti. Il dettaglio interessante è che le chiavette conterranno i file sia in MP3 sia in formato Lossless, Flac.

Il tutto è preordinabile ora, sarà disponibile da dicembre alla modica cifra di 200 sterline.

Sostanzialmente l’operazione è di quelle che solo i Beatles si possono permettere: un supporto già vecchio – le chiavette USB; nessun extra inedito, se non i file ad alta definizione. Nessuna possibilità di acquistare canzone per canzone, e neanche album per album; un prezzo complessivo molto alto. Insomma, un bello smacco per l’altra Apple, quella di Jobs, che da anni sta cercando di portare i Beatles su iTunes.

Apple vs. Blackberry, Pearl Jam vs. U2

Ottobre 20th, 2009 in Apple, BlackBerry, Gadget, U2 by Gianni Sibilla

promo_magicmouse_20091020La Apple ha presentato un po’ di nuovi prodotti, oggi. Nulla di musicale, però: un nuovo mouse, un nuovo telecomando, e versioni aggiornate di MacBook, iMac e Mac Mini.

Ma anche i concorrenti non stanno a guardare: i Pearl Jam annunciano un’applicazione per Blackberry che permetterà di scaricare tre canzoni da ogni concerto rimanente del tour. Anche gli U2, il cui tour è sponsorizzato proprio da Blackberry, avevano lanciato un’iniziativa simile.

La musica come software, il software come musica

Ottobre 16th, 2009 in Apple, Tap Tap, Videogames, iTunes by Gianni Sibilla

Questa notte, questa mattina non si parlava d’altro nei vari siti e blog dedicati al mondo Mac: Apple ha cambiato le sue politiche dell’App Store di programmi per iPhone e iPod Touch. Ora è possibile l’ “In-app purchase” anche da applicazioni gratuite.

Suona incomprensibile? Probabile: questo non è un blog dedicato all’iPhone, anche se è uno degli argomenti preferiti. Ma questa scelta di Apple è destinata a cambiare molte cose, anche nel campo della musica. Provo a riassumerle.

Quando ha aperto l’App Store, Apple ha mirato ad avere molto software gratuito che facesse massa. E ha imposto che non si potesse regalare demo, ma app complete. Questo è risultato in 3 tipologie di applicazioni gratuite.

  1. Le app nate per essere gratis (per lo più sviluppate da programmatori indipendenti/amatoriali in cerca di notorietà).
  2. Le App “Lite”, ovvero delle demo sotto mentite spoglie: 1 o 2 livelli di un gioco, qualche funzionalità di un programma. Però poi per avere il programma completo bisognava comprarsi un’altra app.
  3. Le app “Freemium”, secondo il modello teorizzato da Chris Anderson: ti regalo qualcosa, ma se vuoi la versione premium, la paghi. Il caso più famoso è TapTap, rythm game sul modello di Rock Band etc., scaricato nella versione gratuita in milioni di copie, e venduto in centinaia di milioni di copie nelle versioni premium con musica di Weezer, Coldplay, etc.

Poi, la scorsa estate, la Apple ha introdotto le “In-app purchase”, ovvero la possibilità di comprare contenuti direttamente dentro le applicazioni (livelli nuovi per i giochi, nuove funzionalità ecc), limitando però questa funzionalità alle app a pagamento.

ttrshot21Il pasticcio che ne è venuto fuori è dimostrato bene da “TapTapRevenge3″, l’ultima versione della serie: il gioco costa 79 centesimi, ma dentro non ha praticamente nulla, solo 3 canzoni, e pure brutte. Se volete qualche canzone, dovete comprarla (1euro per 2 canzoni, 2 e 39 per mini album da sei). Ma per avere un gioco che abbia abbastanza materiale su tutti i livelli, dovete spendere un bel po’ di soldini, per di più con la fregatura del balzello iniziale. Per dire, Rock band per Iphone che uscirà tra poco, avrà 20 canzoni, giocabili su diversi livelli e 4 strumenti. Certo costerà qualcosa di più, ma è un gioco completo.

Ora questa modifica della politica di Apple aprirà la strada a molte cose, e non solo nei videogiochi. Le versioni “lite” probabilmente spariranno. Fioccheranno le app gratuite come cavallo di troia per vendere qualcos’altro. Wired sostiene che questa modifica nelle politiche di vendita, assieme al famigerato Tablet di Apple, servirà soprattutto per vendere news.

Ma anche la musica diventerà definitivamente un software. Già le app “ufficiali” degli artisti non si contano più; ora  sono gratis per lo più gratis, e permettono di ascoltare musica in streaming: Nine Inch Nails, i primi; tra i più recenti, i Metallica, (anche se la loro è a pagamento, 79 centesimi per ascoltare il loro catalogo di concerti). Trasformare le app in negozi virtuali di musica sarà un attimo….

It’s only rock and roll, but we like it…

Agosto 31st, 2009 in Apple, iPod, iTunes by Gianni Sibilla

… E’ il titolo scelto dalla Apple per l’evento del 9 settembre, in cui verranno presentati i nuovi iPod.

Il 9 settembre è anche il Beatles day, con il lancio dei dischi rimasterizzati e del videogioco “Rock band” dedicato ai Fab Four. Si vociferava che quel giorno la Apple avrebbe finalmente annunciato la digitalizzazione e la messa in vendita del loro catalogo su iTunes. Ma con un titolo del genere per l’evento, a questo punto pare decisamente improbabile…

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Apple fa marcia indietro: ecco l’app dei NIN (e quella dei Depeche)

Maggio 8th, 2009 in Apple, Nine Inch Nails, iPhone by Gianni Sibilla

Nella notte Apple ha fatto marcia indietro, e ha approvato la nuova versione dell’app dei Nine Inch, quella che aveva rifiutato qualche giorno fa. Senza chiedere nessuna modifica.

Trent Reznor in questi giorni aveva sparato a zero sulla decisione dell’azienda (sempre via Twitter), ma la cosa più buffa è che nessuno si era accorto che i contenuti rifiutati (un riferimento a “The downward spiral”, l’album del ‘94), erano già presenti nella prima versione, passata senza problem.

Nel frattempo anche i Depeche Mode hanno pubblicato la loro app. Molto meno innovativa e “sociale” di quella dei NIN, che permette ai fan di interagire e ha contenuti esclusivi.

Quella dei Depeche  permette di “remixare” il disco, “Sounds of the universe”. Più semplicemente permette di giocare con alcuni loop. Però sentire il tuo iPod che ad un tocco del dito urla “Wrooooong!” non è male.

Apple rifiuta i NIN per “contenuti discutibili”: un loro album di 15 anni fa…

Maggio 3rd, 2009 in Apple, Gadget, Nine Inch Nails, Nuova musica, iPhone by Gianni Sibilla

Trent Reznor è un sano utilizzatore della rete. Adopera Twitter in maniera sensata, non troppo logorroica come certi suoi colleghi. Scrive quando ha qualcosa da dire: stamattina ha usato un tweet per annunciaere che l’app per iPhone dei NIN è stata rifiutata.

nin-access1O meglio, l’update è stata rifiutata: la prima versione di NIN Access è disponibile da un po’, se ne è parlato molto, e andava facilmente in crash. Nella nuova versione c’erano anche dei contenuti nuovi, tra cui qualcosa che ha che fare con “The downward spiral”, il capolavore della band. Apple ha respinto la nuova versione citando questo contenuto, come “Objectable”, dice Reznor.

La politica di Apple sulle approvazioni delle app è stata molto dibattuta in rete. Nelle intenzioni dell’azienda è un modo per garantire la sicurezza (informatica e anche contenutistica) del software. Però è anche contraddittoria: qualche giorno fa ha permesso la pubblicazione di un giochino, “Baby shaker”, il cui obbiettivo era molestare dei bebé, poi prontamente ritirato. E poi bocciano i NIN per un disco uscito 15 anni fa…. Attendiamo di saperne di più.

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Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla