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The Crazy Heart of Tron Lebowsky

Ggennaio 17th, 2011 in Cinema by Gianni Sibilla

Nel giro di pochi giorni ho visto tre film: una cagata pazzesca, un capolavoro e un bel film, anche se fatto di luoghi comuni.  Tutti con Jeff Bridges. Che non è riuscito a salvare “Tron Legacy” (a cui va esteso il giudizio che Fantozzi diede alla “Corazzata Potemkin”, nonostante tutta la stampa che ha avuto e  nonostante la colonna sonora dei Daft Punk).

Poi, il ho rivisto “Il grande Lebowsky” e “Crazy heart”, che mi ero perso all’uscita. Nessuno come Bridges  riesce a recitare la parte dello sfattone americano. La sua interpretazione di The Dude (“Drugo” in italiano: misteri della traduzione cinematografica) si meritava già al tempo quell’oscar che si è preso un anno fa per la parte di Bad Blake, in un film molto più consolatorio del libro di Thomas Cobb da cui è tratto. Però è incredibile come Bridges riesca a rendere memorabile un personaggio che alla fine è fatto solo di stereotipi – il cantante country con cappello e stivali, un ubriacone a fine carriera in pieno blocco dello scrittore, salvato dall’amore di una donna.

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E canta pure bene, nel film. Poi certo, sono tutti bravi se la musica te la produce uno come T Bone Burnett…Immagine anteprima YouTube

Kathryn Bigelow, regista di videoclip (bruttissimi)

Marzo 8th, 2010 in Cinema, Televisione Musicale, YouTube, videoclip by Gianni Sibilla

Sono contento che Kathryn Bigelow abbia vinto l’Oscar. Non ho visto il film premiato, ma “Point break” e “Strange days” sono due dei miei film preferiti di sempre; solo quelli da soli valgono molto di più di una statuetta.

Anche i più grandi registi hanno qualche scheletro nell’armadio: non sapevo per esempio che la Bigelow avesse diretto anche dei videoclip. Amo questa band alla follia, ma questo video l’ho sempre reputato uno dei più brutti mai prodotti. Guardare per credere. La qualità non è granché, ma forse è meglio così.

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Questa scoperta – grazie a TwentyFourBit – mi conferma un’altra mia teoria: salvo rare eccezioni, i registi di cinema non sanno proprio girare videoclip. Ma questa è un’altra storia, e ne parlerò un’altra volta

Non ti supporto più: requiem per i DVD musicali

Novembre 6th, 2009 in CD, File Sharing, Industria Musicale, YouTube, iTunes, videoclip by Gianni Sibilla

Paul McCartney, Laura Pausini, R.E.M., Gianni Morandi, Jack Johnson, Vinicio Capossela, Swell Season, Giovanni Allevi, Raf, Ligabue, Marlene Kuntz: cos’hanno in comune questi artisti tra di loro assai diversi per stile musicale?
Hanno pubblicato – o stanno per pubblicare -  un CD+DVD. Non CD, non un DVD. Un CD+DVD. E non si tratta neanche di ristampe. Ma di dischi nuovi, per lo più live.
Stiamo assistendo alla morte di un altro supporto: il DVD musicale. C’è stato un tempo in cui era in crescita esponenziale, qualche anno fa. Era una (relativa) novità, e stava succedendo quello che avvenne anni prima con il CD: tutti a ripubblicare opera storiche (film, raccolte di clip, concerti) nel nuovo e più fedele supporto digitale, con qualche bonus. E tutti a realizzare nuovi DVD.
Fare raccolte di clip oggi ha poco senso, con YouTube. E  una veloce occhiata alle classifiche FIMI ci dice che di DVD nuovi se ne producono pochi. Io stesso, che gestisco l’area DVD di Rockol, faccio una gran fatica a trovarne da recensire. E i dati dicono che il DVD musicale è in crisi nera.
La risposta è, appunto, il CD+DVD. Fisicamente, la confezione è quella quadrata di un CD. Il contenuto è quasi sempre lo stesso concerto, in versione audio e video.  E’ l’ennesimo contraccolpo  della pirateria: al consumatore bisogna offrire qualcosa di più.
Mi sbaglierò, ma ad una prima impressione mi sembra che siano soprattutto gli artisti italiani a pubblicare a raffica e un po’ compulsivamente in questo formato. Mi sembra anche che la stessa FIMI sia abbastanza confusa al riguardo: qualche uscita (come quella di Ligabue) viene inclusa sia nelle classifiche dei DVD che in quelle degli album.
Nel frattempo, in America sono già da un’altra parte: iTunes USA ha aperto una sezione dedicata ai film musicali.

UPDATE: da qualche ora, sullo store italiano di iTunes sono in vendita i videoclip. Sullo store americano erano in vendita da anni.

This is it, really?

Ottobre 31st, 2009 in Cinema by Gianni Sibilla

Ieri sera sono andato a vedere “This is it”, il film di Michael Jackson: la sala era deserta (davvero sta facendo incassi record?), ma non è questo ciò che mi ha colpito di più.

Mi ha ricordato la mia tesi di dottorato, soprattutto: che era sul rapporto tra racconto e retorica. In soldoni: ogni storia cerca di intrattenerci, ma in realtà – più o meno esplicitamente – ci vuole convincere di qualcosa. Vuole rendere credibile un mondo, venderci un’idea o una visione.

Molto si è detto del film – rimando al resconto di un mio collega di Rockol. Ma la cosa che mi ha colpito è la sottigliezza retorica – fatta di montaggio, scelta dei materiali da una quantità di “girato” enorme – con cui si cerca di ridare dignità a Jacko, di dimostrare allo spettatore che, pur magrissimo, era lucido e in ottima salute. Sembra quasi che tutto il film sia un’unica, lunga accusa verso i suoi presunti assasini, il medico e i media che non facevano altro che sbeffeggiarlo.

“This is it” è un racconto che nasconde la sua retorica dietro l’ “effetto di realtà” che danno le immagini documentaristiche, che sembrano quasi rubate.

Nessuno di noi saprà mai quale è il vero Michael Jackson, perché il “vero” Michael Jackson  non esiste. Di certo anche “This is it” è uno dei tanti tasselli – non necessariamente il più “vero” – di una storia tra le più complesse del mondo dello spettacolo.

Ora siamo tutti qui a lodare Jackson – giustamente – per il suo impatto sulla cultura popolare degli ultimi 30 anni, e a lodare quello che stava per fare. Ma nessuno mi leva dalla testa il pensiero che se “This is it” fosse andato in scena, l’avrebbero massacrato comunque. Forse riusciremo ad essere lucidi su Michael Jackson solo tra qualche tempo, quando l’onda emotiva della sua morte sarà esaurita.

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Stop Making Sense!

Ottobre 14th, 2009 in Cinema, Uncategorized by Gianni Sibilla

Un bell’articolo di Wired dice che “Stop making sense” dei Talking Heads, girato da Jonathan Demme è il miglior “Concert film” di tutti i tempi. L’occasione dell’articolo è la ripubblicazione in Blu-Ray.

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Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla