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Cose che succedono alla fine delle interviste

Ggennaio 23rd, 2012 in Interviste by Gianni Sibilla

Mi è successo di nuovo. Ho lasciato una telecamera accesa alla fine di un’intervista, e l’intervistato si è messo a guardarla senza sapere che stava ancora girando. C’è un qualcosa nelle facce che fanno personaggi famosi quando sono incuriositi dalla tecnologia…

In questo caso, James Taylor (che aveva appena suonato una canzone per Rockol, che pubblicheremo domani), si è avvicinato alla GoPro, piccola ma potente telecamera fissata con una ventosa ad un tavolo, per una ripresa laterale di contorno.

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Mi era già successo qualche tempo fa, con David Byrne, incuriosito dall’iPhone, messo su un cavalletto…

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Ma il meglio è questo: sempre un iPhone messo di lato. E quell’istrione di Bublè che fa finta di niente per tutta l’intervista, salvo esibirsi in un siparietto ad uso e consumo del telefonino, sempre a fine intervista. Questo video è stato girato nel 2009, l’ho caricato e lasciato lì. Negli ultimi due mesi, improvvisamente, è finito nei raccomandati di YouTube ed ha raccolto 25.000 visioni in qualche settimana

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Parlare di architettura è come danzare di musica

Giugno 14th, 2010 in Concerti by Gianni Sibilla

In rete da qualche giorno gira questo video della conferenza che David Byrne ha tenuto al TED lo scorso febbraio.

15 minuti in cui spiega l’influenza dell’architettura sull’evoluzione della musica: geniale, come al solito. Da vedere, o da scaricare su iTunes (dove è pure in alta definizione).

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David Byrne, il musicista che interroga i giornalisti

Aprile 1st, 2010 in Interviste by Gianni Sibilla

Andare a intervistare mostri sacri della musica ogni tanto può sembrare complicato, oltre che bello.

David Byrne ieri era a Milano, a presentare “Here lies love”, il disco dedicato a Imelda Marcos, e inciso assieme a Fatboy Slim. Ci siamo andati in tre dalla redazione, tutti un po’ intimoriti, nonostante un paio di noi l’avessero già incontrato almeno un paio di volte. L’intervista era stata preceduta da raccomandazioni precise: niente domande sui Talking Heads, bisogna aver ascoltato il disco (ca va sans dire, ma mica tanto…), bisogna aver letto con attenzione il libretto allegato al disco. Andando verso il luogo dell’intervista, ci chiedevamo se le domande le avremmo fatte noi, o se lui ci avrebbe interrogato.

Alla fine, è stata una gran bella chiacchierata, che il mio collega Alfredo Marziano ha riassunto qui. Lui è sempre un po’ distaccato, e il disco è strano assai: un “song cycle” di brani che raccontano la storia della Marcos. Un album nato anche per reagire alla morte dell’album a seguito del digitale. In questo stralcio della videointervista che ho montato al volo, ci sono un paio di riflessioni al proposito. E alla fine (o nel secondo video, se volete), c’è un siparietto curioso, con Byrne che osserva incuriosito il treppiede dell’iPhone, che ho usato come seconda camera, senza sapere che è già acceso.

(la versione completa della videointervista, montata e sottotitolata come si deve, la pubblicheremo la prossima settimana),

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Stop Making Sense!

Ottobre 14th, 2009 in Cinema, Uncategorized by Gianni Sibilla

Un bell’articolo di Wired dice che “Stop making sense” dei Talking Heads, girato da Jonathan Demme è il miglior “Concert film” di tutti i tempi. L’occasione dell’articolo è la ripubblicazione in Blu-Ray.

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Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla