Ggennaio 24th, 2011 in Industria Musicale by Gianni Sibilla
Le notizie che arrivano da Cannes sono per certi versi confortanti e per certi versi disarmanti.
E’ sconfortante che al Midem – la fiera della musica più importante del mondo – ci sia ancora gente che sostiene che la soluzione ai mail dell’industria sia la logica del controllo totale, come il CEO della Vivendi-Universal Bernard Levy. Come se dieci anni non avessero insegnato niente.
Ma la notizia confortante è che le posizioni di Levy sono sempre più isolate, a giudicare dalle reazioni al suo intervento. Mi dicono che i commenti che arrivavano via Twitter al suo intervento (proiettati in sala) erano impietosi.
Ma, soprattutto, dal Midem arrivano tante storie di artisti e imprenditori che, nel loro piccolo o nel loro grande, cercano nuovi modi di far arrivare la musica alla gente, di fare business e di reinventare un modello. Tra i tanti video che il canale del Midem sta postando in questi giorni per chi, come me, non è stato a Cannes, c’è anche questo.
E’ un po’ lungo, ma c’è la storia di due artisti come gli OK Go e Imogen Heap che a loro modo hanno fatto innovazione.Magari non tanto nella musica in sé, ma nel modo di comunicarla. Perché serve anche questo, oggi: non solo fare buona musica, ma anche buona comunicazione. Comunicazione in spazi diversi dai media tradizionali, quelli che una buona parte dell’industria – la stessa di Levy – continua a ritenere gli unici veramente importanti.
Tags: Gerd Leonhard, Imogen Heap, Industria Musicale, Midem, OK Go
Settembre 20th, 2010 in YouTube, videoclip by Gianni Sibilla
Il primo esempio di DogDance in un videoclip. Certo, gli OK Go sono quelli che fanno i video più belli delle canzoni, ma sempre meglio una loro canzone della musica tamarra con cui di solito si fa la DogDance…
(Via Stereogram)
Tags: OK Go, videoclip, YouTube
Giugno 17th, 2010 in YouTube, videoclip by Gianni Sibilla
Ormai i loro video sono un appuntamento: ecco “End love”, il nuovo clip degli OK GO.
E’ il più bello di quelli messi in rete ultimamente dalla band, che ormai – è chiaro – fa video decisamente migliori delle canzoni.
Ha un’idea semplice semplice, con quella coreografia divertente – che ricorda un po’ “Here it goes again”, e una bella regia.Come direbbe un critico cinematografico? “Un sapiente uso del rallenty e dell’accellerato”
Il video si può scaricare partecipando al contest su http://www.facebook.com/okgo
Tags: OK Go, videoclip, YouTube
Aprile 26th, 2010 in Industria Musicale, YouTube, videoclip by Gianni Sibilla
In questi giorni si parla molto dell’anniversario della nascita di YouTube, su cui 5 anni fa veniva uploadato il primo video. E’ stata l’occasione per riflettere su qualcosa che ha davvero cambiato le nostre modalità di fruizione dei media, per ragionare sulle tensioni tra pubblico, internet e industria della cultura.
Credo però non si sia sottolineato abbastanza l’impatto che ha avuto sulla musica. YouTube è stato il colpo finale all’agonizzante videoclip. Da tempo aveva perso lo smalto che ne aveva fatto un oggetto rivoluzionario negli anni ‘80. In crisi di idee – i videoclip mainstream sono tutti uguali, tutta forma e nessuna sostanza, sempre con gli stessi stereotipi -, in crisi di soldi (la discografia ora ci pensa bene a spendere fortune per un clip) e di spazi (MTV li ha confinati di notte, al mattino o sul satellite).
Poi è arrivato YouTube, con la sua semplicità di condivisione di immagini. Le band, come gli Ok Go hanno iniziato a farseli da soli, puntando alle idee, più che alla forma. Gli utenti hanno iniziato a girare videoclip sia per le canzoni famose che per le proprie canzoni. Qualche artista ha intelligentemente provato a stare in mezzo, realizzando videoclip doppi, con una versione per la TV e una remixabile per la rete. Qualcuno ha continuato a fare come se nulla fosse, tutt’al più semplicemente mettendo i videoclip in rete, qualche volta in anteprima.
Oggi il videoclip “mainstream” è un morto vivente. I videoclip è la fenice rinata dalle sue ceneri, con un’estetica e una diffusione molto diversa, imposte entrambi da YouTube.
Non solo. YouTube ha pure soppiantato la radio, con i non-videoclip. Volete sentire il nuovo singolo di qualche band? qualcuno l’avrà sicuramente caricato, l’audio con una foto fissa…
Insomma, YouTube ha preso qualcosa che già c’era, e poco per volta lo ha cambiato, inesorabilmente. E dire che c’è ancora chi fa finta di niente…
Tags: Industria Musicale, OK Go, videoclip, YouTube
Marzo 10th, 2010 in Industria Musicale, YouTube, videoclip by Gianni Sibilla
In questo blog si è parlato spesso, nelle ultime settimane, degli OK Go, dei loro video, delle liti che hanno causato con la loro etichetta major, per divergenze di vedute nella gestione.
La telenevola (forse) è finita: gli OK Go hanno rescisso “di comune accordo” il contratto con la EMI: lo riporta Rolling Stone, che aggiunge che il divorzio si è consumato prima della messa on-line del nuovo clip per “This too shal pass”, che senza i lacci e lacciuoli imposti dalla casa discografica ha raggranellato – si fa per dire – quasi sette milioni di contatti in 8 giorni.
Tags: Industria Musicale, OK Go, videoclip, YouTube
Marzo 2nd, 2010 in YouTube, videoclip by Gianni Sibilla
Adesso stanno esagerando. Decidete poi voi se nel bene o nel male: gli OK Go oggi hanno pubblicato un altro video per “This too shall pass”.
Bellissimo. Ma è chiaro che i tempi del low-fi visivo sono lontani, tanto è complessa la messa in scena, anche se sul sito dell’azienda che ha costruito la macchina, si dice che il budget era ridotto. Ma ci sono voluti diversi mesi di lavoro…
When the rock band OK Go, famous for their viral videos including the spectacular and award winning “treadmills video”, wanted to feature a 4-minute long Rube Goldberg Machine in an upcoming video, they tapped Syyn Labs to build it. The requirements were that it had to be interesting, not “overbuilt” or too technology-heavy, and easy to follow. The machine also had to be built on a shoestring budget, synchronize with beats and lyrics in the music and end on time over a 3.5 minute song, play a part of the song, and be filmed in one shot. To make things more challenging still, the space chosen was divided into two floors and the machine would use both.
Wired ha un’interessante articolo sul making of della macchina.
Due appunti 1)Il video, contrariamente a quelli precedenti, è embeddabile. Hanno vinto il braccio di ferro con la EMI? 2)il video è sponsorizzato da una società di assicurazioni, che compare nella schermata finale.
Tags: OK Go, videoclip, YouTube
Ffebbraio 24th, 2010 in YouTube, videoclip by Gianni Sibilla
Damien Kulash degli OkGo ritorna sulla questione dei video della sua band “bloccati” dalla EMI. Lo fa con un bell’editoriale sul New York Times, in cui dice, tra le altre cose:
In these tight times, it’s no surprise that EMI is trying to wring revenue out of everything we make, including our videos. But it needs to recognize the basic mechanics of the Internet. Curbing the viral spread of videos isn’t benefiting the company’s bottom line, or the music it’s there to support. The sooner record companies realize this, the better — though I fear it may already be too late.
Recentemente, un operatore del settore mi raccontava che la sua etichetta aveva appena messo su YouTube il video di un importante artista. E in ufficio, mi diceva, c’era una persona il cui compito era monitorare se quel video veniva caricato da altri fan e utenti e nel qual caso, farlo rimuovere. Cioè sostanzialmente impedire la circolazione del video.
Tags: Industria Musicale, New York Times, OK Go, videoclip, YouTube
Ggennaio 31st, 2010 in Industria Musicale, YouTube, videoclip by Gianni Sibilla
Dopo la lettera ai suoi fan arrabbiati, Damien Kulash degli OK Go torna a parlare dei video della band, con una bella intervista a Time, che mi ero quasi perso, dal significativo titolo OK Go: Did the Music Biz Kill a Viral Video Star?
Tra le altre cose, dice che la band ha 5 clip nuovi in produzione, e smorza i toni della polemica con la EMI da cui quella lettera era nata:
The loudest online reaction tends to be from disagreers — there are a lot of people out there who think labels are Satan’s spawn. It’s not only a really simplistic view of the world, but it’s one that misses major chunks of how the music industry works. Our fans themselves are expressing a lot of gratitude for being communicated to so directly about things like this. But this letter has gotten an enormous amount of public attention and I think there’s a quiet majority who are just interested in seeing the music industry explained.
Tags: OK Go, videoclip, YouTube
Ggennaio 20th, 2010 in Industria Musicale, YouTube, videoclip by Gianni Sibilla
Qualche giorno fa mi chiedevo come mai del nuovo video degli Ok Go – “This too shall pass”, quello della banda – non si potesse fare l’embed. Ci avevo provato anche io, a incollarlo dentro al blog. Ma ti veniva fuori il simpatico avviso “Incorporamento disattivato da parte dell’utente. Guarda su YouTube”.
Non sono l’unico ad avere notato la cosa, tanto che il cantante Damian Kulash si è preso la briga di rispondere ai fan indispettiti. Viene fuori che l’utente che ha disattivato l’embed è la EMI, non la band:
“The catch: the software that pays out those tiny sums doesn’t pay if a video is embedded. This means our label doesn’t get their hard-won share of the pie if our video is played on your blog, so (surprise, surprise) they won’t let us be on your blog. And, voilá: four years after we posted our first homemade videos to YouTube and they spread across the globe faster than swine flu, making our bassist’s glasses recognizable to 70-year-olds in Wichita and 5-year-olds in Seoul and eventually turning a tidy little profit for EMI, we’re – unbelievably – stuck in the position of arguing with our own label about the merits of having our videos be easily shared. It’s like the world has gone backwards.”
(Via Fuel Friends)
Tags: OK Go, videoclip, YouTube
Ggennaio 12th, 2010 in Nuova musica, YouTube, videoclip by Gianni Sibilla
Ecco due modi diversi di ammazzare il videoclip così come lo abbiamo conosciuto negli anni ‘80 e ‘90.
Il primo lo stanno portando avanti da anni gli OK Go con i loro filmati promozionali divertenti, semplici nei contenuti e nello stile, e pensati per YouTube, più che per MTV. In questi giorni esce il nuovo disco, è stato anticipato da un video, quello di “WTF?” un pò più elaborato del solito e da uno, messo in rete giusto oggi, divertentissimo e e ancora più elaborato. La loro musica non è male, ma non è all’altezza dei loro video, e il nuovo disco lo dimostra.
Ma la vera causa della morte del video “mainstream” è la cronica mancanza di idee con cui viene realizzato, che spesso ha esiti tragicomici. Come nel caso di questo clip di Alessandra Amoroso, che mi hanno segnalato su Facebook. Ora, io non voglio essere scambiato per uno di quegli snob che schifano ogni cantante uscito dai talent show. Penso che siano semplicemente uno strumento per trovare cantanti popolari attraverso canali popolari (un po’ come ha sempre fatto Sanremo).
Insomma, non voglio sentenziare su di lei: quando l’ho vista dal vivo non mi è dispiaciuta. Questo video però è impressionante: lo potete vedere apprezzando lei che canta scrivendo su un bel Mac con il marchio Apple in vista, che fa tanto gggiovane e figo.
Ma se andate al minuto 3.03, fate un fermo immagine e guardate cosa sta scrivendo, capite veramente lo rizzonte della videomusica italiana.
Tags: Alessandra Amoroso, Nuova musica, OK Go, Sanremo, videoclip, YouTube