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Music Matters

Marzo 29th, 2010 in File Sharing, Industria Musicale by Gianni Sibilla

Music Matters è una campagna  a favore della musica digitale legale lanciata da un collettivo formato da discografici, musicisti e operatori del settore. Anche banale, se vogliamo: un bollino che dovrebbe identificare e certificare i servizi di distribuzione della musica, offrendo una scelta etica alla pirateria.

Due cose mi piacciono di questa campagna. Il messaggio positivo, incentrato sulla riscoperta del valore della musica; sembra banale, ma ricordiamoci che arriviamo da anni di “retorica della pirateria”, repressione indiscriminata e demonizzazione del digitale. E soprattutto mi piacciono questi brevi video, che raccontano storie di musicisti, la loro ispirazione e quindi, appunto, il valore della loro musica. Qua sotto ne vedete due, su Nick Cave e Sigur Ros. Sul sito ce ne sono diversi altri.

http://www.vimeo.com/10374013 http://www.vimeo.com/10354552

Il parco giochi dell’accreditato

Ffebbraio 21st, 2010 in Giornalismo musicale, Sanremo, Televisione Musicale by Gianni Sibilla

Mi hanno suggerito una bella definizione di Sanremo: Il parco giochi dell’accreditato.

Il festival non è né un evento musicale, né un evento televisivo. E’ un evento ad uso, consumo e divertimento del giornalista.

Per una settimana noi tutti appartenenti alla categoria ci sentiamo importanti a sventolare il nostro pass, a telefonare agli amici a casa con gossip e anticipazioni, a inseguire o creare polemiche di cui tra qualche giorno non si ricorderà più nessuno.

Personalmente, ci ho dato dentro su una (insignificante?) questione sui Sigur Ros citati dall’orchestra in trasmissione. Mi ha ricordato come sulla rete (non solo fan, anche blog con pretese giornalistiche) si apra bocca non solo per il  divertimento di commentare, ma con maleducazione e senza nessuna verifica dei fatti. Sanremo è anche (soprattutto) questo. Il media event, per dirla con la famosa definizione di Katz e Dayan: quello che conta è il rumore di fondo che crea, non l’evento in sé.

pass-sanremoL’accelerazione internettiana del tempo di nascita e morte delle polemiche è forse l’unico cambiamento percettibile di Sanremo negli ultimi anni. Io ho fatto il mio primo festival da accreditato una decina di anni fa, e in Sala Stampa siamo più o meno sempre le stesse persone e la maggior parte era già lì prima che io arrivassi. Persino le foto sui pass sono vecchie (la mia è imbarazzante, ma dovreste vedere quelle di certi colleghi…).

L’altra cosa che non finisce mai di stupirmi a Sanremo è il sottobosco di varia umanità che gira attorno all’Ariston: i carrozzoni delle radio (anche per loro il Festival è un parco giochi, forse ancora più grande), pseudo vip risorti da qualche piega del dimenticatoio TV (ho visto, in ordine sparso: Solange, Cristiano Malgioglio, Simona Tagli, il Mago Otelma, Patrizia D’Addario e gente così), e gente “comune” che impazzisce appena vede qualcuno che assomiglia ad un vip.

fotoPoi ci sono le canzoni:  per una settimana, se sei qui, non ascolti quasi altro. E qualcosa ti può sembrare davvero bello. Ma poca roba poi sopravvive al ritorno, come insegna la storia.

Musicalmente, i momenti migliori del Festival per me sono stati il duetto tra Irene Grandi e Marco Cocci (grande, davvero: peccato che ci siamo dimenticati dei Malfunk), la canzone di Malika Ayane (un arrangiamento stupendo) e sì, anche quella di Irene che ricorda molte cose, ma ha una gran bella melodia.

Poi, perché stupirsi del trio finale? Cantanti da televoto, il paese reale è quello lì

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Sanremo, i Sigur Ros, Sabiu (ancora)

Ffebbraio 20th, 2010 in Interviste, Sanremo by Gianni Sibilla

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla questione Sabiu/Sigur Ros/plagio/polemiche:

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Ps: chi posta commenti senza firmarsi con nome e cognome e/o usando mail fasulle e con tono maleducato non viene pubblicato.

Il pasticciaccio del presunto plagio dei Sigur Ros a Sanremo

Ffebbraio 18th, 2010 in Giornalismo musicale, Sanremo, Uncategorized by Gianni Sibilla

In rete si (s)parla di un plagio al Festival: l’orchestra avrebbe copiato uno stacchetto ai Sigur Ros, per la precisione a “Hoppipolla”, da “Takk…”. Molta gente si è inviperita, soprattutto quando l’altra sera  la Clerici, presumibilmente scherzando, ha chiamato lo stacchetto “Sabiu settima”, dove Sabiu è il direttore dell’orchestra del Festival.

La cosa, però, ha assunto dimensioni grottesche: da diceria sui social network, la cosa è stata ripresa da diversi blog fino a diventare un fatto reale, ma senza che nessuno facesse una verifica: il fan club italiano ha segnalato la cosa direttamente al management della band, che se ne è interessato attraverso le proprie edizioni.

Ieri notte ho fatto due chiacchiere con il Maestro Marco Sabiu, e come si dice, il caso non sussiste.

Non è un plagio, ma una citazione voluta, un omaggio cercato (e che quindi, si immagina, verrà conteggiato sul programma musicale consegnato dalla Rai alla Siae dopo la fine del Festival).

La spiegazione qua, su Rockol.

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Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla