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Le inevitabili classifiche del 2012

Dicembre 18th, 2012 in Nuova musica, Playlist, Uncategorized by Gianni Sibilla

Fare classifiche di fine anno è bello. E’ bello farne diverse, riscriverle, ripensarle. Ne ho fatte anche un altro paio, sparse in giro:  e ho già cambiato idea altre 10 volte anche da quando ho scritto questa qua sotto (che uscirà in mezzo a quelle di Rockol, che pubblicheremo un po’ più avanti)

ITALIANI:
1. Cesare Cremonini, “La Teoria dei Colori”
2. Il Pan Del Diavolo, “Piombo Polvere e Carbone”
3. Afterhours, “Padania”
4. Numero6, “Dio C’è”

5. Arisa, “Amami”
STRANIERI:
1. Patti Smith, “Banga”

2. Chris Robinson Brotherhood ,“Big Moon Ritual”
3. Calexico, “Algiers”
4. Damien Jurado, “Maraqopa”
5. Frank Ocean, “Channel orange”
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E poi, i miei piccoli awards personali, per quello che possono valere. Categorie sparse a caso, che rappresentano la musica che ho ascoltato quest’anno.
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Concerto dell’anno: Inevitabilmente Bruce Springsteen, che gioca in un altro campionato (e a questo giro era in forma strepitosa). Ma anche i Gomez ai Magazzini Generali di Milano. I Wilco (sia a Torino che a Milano), Roger Daltrey che rifà “Tommy” (il concerto più divertente, di sicuro),  Bon Iver all’Alcatraz, Tom Petty a Lucca. E il concerto finale di Ivano Fossati allo Streheler, e  Cesare Cremonini al Forum.
Cosa più divertente dell’anno: I concerti in redazione, i “Live@Rockol”. Ne abbiamo fatti un bel po’, e avere gente come James Taylor, o i Calexico o Niccolò Fabi che suonano praticamente solo per te… Divertente ed emozionante.
Operazione WTF dell’anno: Il live di Ivano Fossati, “Dopo tutto”. Io gli voglio bene, a Ivanone. Il suo ultimo concerto, dicevo, è stato uno dei momenti più emozionanti dell’anno. Ma questo live non è né la registrazione integrale di quell’ultimo concerto, né rappresentativo del tour d’addio, avendo lasciato fuori buona parte dei (pochi) classiconi in scaletta. Si è ritirato. Non è il tipo da autocelebrazioni. Perl perché pubblicare un live così? Bah.
Delusione dell’anno: La biografia di Neil Young. Ok, sei Neil Young. Puoi fare un po’ quello che vuoi.  Ma, con tutte le cose che avresti da raccontare, passare il tempo a parlare  di trenini e macchine…
Frase dell’anno: “Oggi basta che uno faccia un paio di canzoni e si definisce ‘artista’, magari artista maledetto. Io mi ritengo un artigiano” – Francesco Guccini. Il Maestro si ritira – la sua saggezza mancherà, la sua musica resta. (Imparate, giovani artisti arrogantelli…)
Sorpresa dell’anno Il disco solista di Peter Buck. Da qualche parte i R.E.M. devo infilarli… Ma chi l’avrebbe mai detto, comunque? Così in fretta, con lui che canta pure. Il disco ha 4-5 momenti da pura nostalgia remmiana e una classe nei suoni che… E anche “King animal” dei Soundgarden. Mi aspettavo pochissimo, da loro, dopo le prove soliste e dopo aver visto un concerto gelido. Invece han fatto un gran disco.
Bootleg dell’anno . Urca, questa è tosta – vista la mia passione per la categoria. I bootleg ufficiali dei Wilco sono spettacolari. L’”Instant Classic” dei Pearl Jam registrato a Missoula a settembre è il loro miglior bootleg da tempo (e ne han fatti un po’, diciamo). Il “30 days of Grateful Dead” è fantastico. Ma il cuore di fan dice le raccolte di demo dei R.E.M. saltate fuori all’improvviso, dal nulla.
Ristampa dell’anno: Non è proprio una ristampa, ma il boxone del “Backup” di Jovanotti è uno di quelle operazioni e di quegli oggetti che ti fanno amare non solo la musica, ma persino le raccolte e i greatest hits.
Rivelazione dell’anno: Questa è facile, persino un po’ scontata: Frank Ocean. C’è aria di unanimità eccessiva nei suoi confronti. Ma “Channel orange” è un disco che ha saputo riportare la musica black fuori dal machismo e dalle iperproduzioni, rimettendo al centro la voce, la melodia, le parole.
Scoperta dell’anno: Un inglese che canta canzoni alla Springsteen con la voce di Rod Stewart: James Maddock. Me lo ha fatto  scoprire un amico l’anno scorso parlando proprio di dischi dell’anno, e mi sono innamorato della sua musica. Poi ha pubblicato un bellissimo album dal vivo in acustico con David Immergluck dei Counting Crows.
Ri-scoperta dell’anno: Se la giocano in due. I Gomez che ho consumato compulsivamente dopo un bellissimo concerto ai Magazzini Generali dopo averli ascoltati distrattamemte per anni (bel pirla, dirà qualcuno – giustamente). E i Grateful Dead. (Ancora più pirla, dirà qualcun altro). Ma quest’anno mi sono messo sul serio a studiarmi la loro musica, complici alcune uscite recenti molto belle, come la ristampa del mitico “Europe ‘72″ e quella fantastica raccolta di live regalatasul sito, “30 days of dead”.
Libro musicale dell’anno. “How Music Works”, David Byrne. Il tipo di libro che aspettavo da sempre. Un ragionamento dotto e piacevole sui meccanismi della musica fatto da un artista che non usa i soliti stereotipi romantici nel raccontare la sua arte. Un saggio che si legge come una biografia. Da studiare.
Film musicale dell’anno. Uno dovrebbe dire “Celebration day” dei Led Zeppelin – ma dal punto di vista visivo non è granché, anzi la regia è noiosetta. E allora dico una cosa minore: “Inventing David Geffen”, documentario della PBS (si può vedere in streaming qua). Semplice, costruito bene per raccontare non solo un grande discografico, ma di un pezzo di storia del rock.
Momento televisivo- musicale dell’anno: Il duetto tra i Marlene Kuntz e Patti Smith a Sanremo. Emozione pura.
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Infine, Le canzoni dell’anno. - ecco le più suonate di quest’anno sul mio iTunes (una sola per disco). Anche se questo è l’anno del passaggio dal possesso all’accesso. E un sacco di musica l’ho ascoltata su Spotify – che non ha il contatore. Per cui manca sicuramente un po’ di roba, tipo ”Aqualast” di Rover, “Jesus Etc” nella versione di Bill Fay, “Brazos” di Matthew E. White, “If I didn’t know better”, dalla colonna sonora di Nashville - che incidentalmente è la mia serie televisiva dell’anno (in termini di meriti musicali).
Mancano canzoni, qua sotto, dicevo. Ma tant’è. Mai come ora la musica è fluida, e sono fluide anche le classifiche di fine anno…

#NowListening (3)

Ottobre 19th, 2012 in Nuova musica by Gianni Sibilla

Micro recensioni di cose ascoltate questa settimana, altri dischi oltre a quelli di cui si parla su Rockol.

(Il titolo è un link a spotify per ascoltare il disco, quando è disponibile. Qua una guida su come usare Spotify dall’Italia)


Tom Baxter – The Golden EP

Qualche tempo fa questo inglese aveva avuto un po’ di airplay anche in Italia con la sdolcinata “Better”. Ma è molto di più: un cantautore con un ottimo gusto per arrangiamenti ariosi – come la bellissima “Skybound”, che dava il titolo al suo ultimo album (2008). Dopo quattro anni se ne è tornato con questo bell’EP, che conferma in pieno il talento.

Fink – Wheels turns beneath my feet

Metà DJ, metà cantautore: un personaggio strano, che si è portato dall’elettronica  il gusto per arrangiamenti particolari e loop. Ha appena pubblicato un bel disco dal vivo – che forse è la dimensione dove dà il meglio. “Yesterday was hard on all of us” è un gioiello

Wilco – Roadcase.

Ok, ho già parlato abbastanza di Jeff Tweedy e soci. Un’ultima volta, per consigliare uno qualsiasi dei bootleg ufficiali su www.wilcoworld.net, sia in streamingche da comprare a 9 dollari l’uno. Suonano da dio, una band in stato di grazia, in questo tour.

Robbie Williams: Take the Crown

L’ho ascoltato solo tre volte prima dell’intervista di ieri: condizioni imposte dal management, che ha fatto firmare una liberatoria che era peggio di unpatto con il diavolo. Robbie invece era simpatico e tranqueillo: dice di non avere un genere preciso (vero), di voler avere una hit, ma mi sembra che manchi il pezzone. Belli i pezzi più rock, quelli come “Into the silence” dove si sente di più la mano di Jacknife Lee (produttore dei R.E.M., Editors etc). Giudizio sospeso fino alla recensione vera e propria che scriverò più avanti, dopo un po’ di ascolti.

L’inevitabile classifica del 2011

Dicembre 22nd, 2011 in Nuova musica, Playlist by Gianni Sibilla

…E come tutti gli anni, si tirano le somme della musica uscita negli ultimi mesi. Per Rockol ho fatto le mie top 5 “regolari”:

STRANIERI

1. Jonathan Wilson – “Gentle Spirit”

2. My Morning Jacket – “Circuitail”

3. Tom Waits – “Bad as me”

4. Tinariwen – “Tassili”

5. Wilco – “The whole love”

ITALIANI:

1. Verdena – “Wow”

2. Jovanotti – “Ora”

3. Daniele silvestri – “S.C.O.T.C.H.”

4. Ivano fossati – “Decadancing”

5. Tiziano Ferro – “L’amore è una cosa semplice”

Però poi uno le scrive, le riscrive e rimangono fuori un sacco di cose, di musica e di pensieri. Rivedendole, mi viene in mente che sia nei dischi italiani che in quegli stranieri le prime posizioni sono in realtà degli ex-aequo. Il disco di Jonathan Wilson l’ho recuperato recentemente, è retromaniaco, è vero. Ma è quello che sto ascoltando di più; è bello quanto quello dei My Morning Jacket, che sono la mia nuova passione, qualcuno l’avrà capito: li seguito da tempo, ma con “Circuital” hanno fatto un (altro) salto in avanti. Idem tra gli italiani: i Verdena e Jovanotti sono i due lati della stessa medaglia, due opere enormi, in tutti in sensi, quantitativo e qualitativo.

E poi ci sono i dischi rimasti fuori da queste classifiche, dischi che ho amato e consumato: Bon Iver, Decemberists, Horrible Crowes, Green Like July, Joan As Police Woman… Ed ecco qualche personalissimo premio aggiuntivo.

Concerto dell’anno:I Black Crowes a Vigevano e Fossati a Milano. Poi: qugello a cui mi sono divertito di più è stato quello di Cyro Baptista; quello che mi ha emozionato di più è Glen Hansard a Roma (ex-aequo con Keith Jarrett agli Arcimboldi) Quello che mi ha incantato di più è Jovanotti.

Band dell’anno: i Roots. Più per le cose fatte con altri (il disco con Betty Wright, quello con Booker T Jones) che per il loro disco, “Undun”.

Disco peggiore/Operazione WTF dell’anno: “Lulu”, Lou Reed & Metallica (anche se c’è una gran canzone, “Junior Dad”, vedi sotto).

Delusione dell’anno:  L’incomprensibile scelta dei Pearl Jam di non venire in Italia nel 2012. E anche John Mellencamp, che è arrivato per la prima volta nel nostro paese, ha fatto un bel concerto ma comportandosi da divo, quale non è da queste parti: un’ora di documentario inutile prima dello show e tante bizze, che hanno portato all’annullamento della data di Udine. Uno aspetta una vita di vedere un cantante, e questo fa lo stronzo…

Sorpresa dell’anno: Fraser Anderson, “Little glass box”. Un disco che ho scoperto in  una scena alla Alta Fedeltà, in un bellissimo negozio di dischi di Piacenza, Alphaville, dove mi sono rifugiato parecchie volte quest’estate. Un cantautore semplice semplice, con toni jazzati e grandi canzoni. Mi ha tenuto compagnia parecchio, questo album (anche se tecnicamente è uscito nel 2010). Grazie ai ragazzi di Alphaville per avermelo fatto scoprire. Se passate da quelle parti, fateci un giro: hanno un gran bel negozio, di quelli come se ne trovano ancora, e un bel blog su cui parlano di musica e cinema.

Notizia musicale dell’anno. Ce ne sono tante, non sempre belle: lo scioglimento dei R.E.M.  e il ritiro di Ivano Fossati, la morte di Amy Winehouse e di Clarence Clemons. O l’arrivo per la prima volta dopo 25 anni di Tom Petty. Ma se proprio deve sceglierne una:  il ritorno di Springsteen in tour, in Italia, con la E Street Band. Posso tollerare di vivere in un mondo musicale in cui i R.E.M. non fanno più dischi e concerti, ma non in uno in cui non posso più sperare di vedere il Boss dal vivo…

Libro musicale dell’anno. Ne sono usciti parecchi. Ma direi “The last sultan” di Robert Greenfield, che racconta la storia di Ahmet Ertegun, il fondatore dell’Atlantic Records (ci ritornerò con un post). E poi: la biografia di Bob Mould, “Il tempo è un bastardo”, di Jennifer Egan. E, ma si, “Retromania” (premio hype dell’anno).

Film Musicale dell’anno: PJ20, di Cameron Crowe. Ovvero come dovrebbe sempre essere fatto un rockumentary.

Canzone dell’anno: “One Sunday Morning” dei Wilco: come costruire un piccolo capolavoro su un unico giro di chitarra, ripetuto per 12 minuti.

E, già che ci sono, ecco anche le altre canzoni: questa lista non ha la pretesa di essere una vera e propria playlist. Sono solo le canzoni più suonate sui miei vari ammennicoli digitali nel 2011, ordinate per numero di riproduzioni, secondo il contatore di iTunes. Ne ho tenuta una sola per album (e ho tolto dal conteggio i R.E.M., che sono fuori gara, soprattutto quest’anno…). Però rappresentano bene, nel mio piccolo, uno spaccato della buona musica di quest’anno.

Record Store Day

Aprile 17th, 2010 in Record Store Day by Gianni Sibilla

Oggi è il Record Store Day, il giorno in cui si celebra l’importanza dei negozi di dischi, quelli in cui più di una generazione è cresciuta scoprendo musica, quelli che le nuove generazioni quasi non conoscono.

L’iniziativa è soprattutto americana, anche se nella lista di negozi aderenti ci sono diversi italiani. Come ormai avviene da diversi anni, molti artisti hanno annunciato pubblicazioni esclusive per l’occasione: qua c’è la lista completa, e qui sotto un video di presentazione. Nella mia lista dei desideri c’è ovviamente il singolo inedito dei Blur, ma soprattutto la riedizione in vinile colorato di “Chronic town”, il primo EP dei R.E.M., e quella con 8 inediti di “Kicking television”, il live dei Wilco, e soprattutto il nuovo disco di Josh Ritter, che viene pubblicato oggi in vinile, e arriverà in versione CD/digitale solo tra qualche tempo.

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UPDATE del giorno dopo: Ieri in rete era tutto un parlare del Record Store Day. Fabio DeLuca, dal suo blog, parla di “Ottomarzismo applicato” alla musica, e ha ragione. Bisogna ricordarsi dei negozi di dischi tutto l’anno, non solo un giorno. Però continuo a pensare che l’iniziativa sia lodevole.

Playlist 2009 – le canzoni

Dicembre 22nd, 2009 in Playlist by Gianni Sibilla

Di questi tempi non puoi fare le solo classifiche di fine anno solo per gli album, ma bisogna farle anche per le canzoni.

iTunes ti aiuta, con il suo contatore. Così ecco le mie canzoni più suonate del 2009 – una sola per album. Le fotografia impietosa del mio computer mi conferma che ben poca musica italiana è rimasta nei miei ascolti degli ultimi 12 mesi.

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Playlist 2009 – i dischi

Dicembre 21st, 2009 in Playlist, Uncategorized by Gianni Sibilla

Se a qualcuno dovesse mai interessare, ecco i miei premi di fine anno.

Qua invece le  classifica tradizionale per Rockol.

Premio  “disco dell’anno” e premio “Ma perché non li ho mai ascoltati prima”Richmond Fontaine, “We used to think the freeway sounded like a river”

Premio “Disco del 2008 scoperto in ritardo“: Gaslight Anthem – “The ’59 sound”

Premio “Sparare sulla Croce Rossa” per il disco più brutto dell’anno: Chris Cornell, “Scream”

Premio “Disco più sopravvalutato dell’anno”: Animal Collective, “Merriweather post pavillion”

Premio “Delusione dell’anno”: Elvis Costello che torna a farsi produrre da T Bone Burnett dopo “King of america”, e ne esce un disco noiossimo, “Secret, profane & sugarcane”.

Premio “Buffonata dell’anno”: i Muse a “Quelli che il calcio”.

Premio Copertina più brutta dell’anno: Bruce Springsteen, “Working on a dream” – ma anche “Wilco (The album)” non scherza

Premio “Non se ne può più”: i supergruppi, quelli di Jack White in testa

Premio “Ritorno alle origini – finalmente” R.E.M. – “Live at the Olympia”

Premio “Rickenbacker” per il miglior suono di chitarre: Tom Petty & The Heartbreakers, “The live anthology”, ex-aequo con R.E.M. – “Live at the Olympia”

Premio “continuerò a parlarne, anche se non se li fila nessuno”BellX1, “Blue lights on the runaway” e Fredo Viola, “The turn”

Premio “Finalmente qualcuno inizia a filarseli”Swell Season, “Stricy joy”

Premio “non ne parlo neanche, tanto non se li filerà mai nessuno”Peter Holsapple & Chris Stamey, “hERE aND nOW”

Premio “Concerto prevedibilmente più bello dell’anno”Bruce Springsteen, Stadio Olimpico, Torino, 21 luglio

Premio “Quest’uomo è un genio”: Nels Cline, per il concerto dei Wilco a Milano, 14 novembre

Altri dischi per cui non sono riuscito ad inventarmi un premio, ma che ho ascoltato ed amato quest’anno:

Giorgio Canali – “Nostra signora della dinamite”; PGR – “Ultime notizie di cronaca”; Local Natives, “Gorilla manor”; Mumford & Sons – “Sigh no more”; Robbie Williams – “Reality killed the video star”; Allen Toussaint – “The bright Missisipi”, The xx, “XX”.

Christmas time is here again

Dicembre 16th, 2009 in Gadget, Nuova musica by Gianni Sibilla

Non ho mai amato la frenesia festiva dei regali, né tantomeno amo la frenesia musicale per le canzoni natalizie. Però da 20 anni a questa parte c’è un regalo che aspetto con ansia in questo periodo: il singolo natalizio dei R.E.M..

Si, lo so, sono un fan. Però c’è qualcosa di più in questa tradizione. Funziona così: ti iscrivi al fan club, pagando 12 dollari (la cifra è sempre la stessa). Una volta dovevi  fare un pagamento internazionale, sotto gli sguardi perplessi dei proverbiali impiegati delle poste, oggi lo fai attraverso internet. Comunque, ti arrivano delle newsletter cartacee, hai accesso alle prevendite dei concerti. E poi poco prima di Natale ti arriva un singolo esclusivo.  Lo fanno anche altri gruppi, come i Pearl Jam, ma il loro singolo arriva a pasqua, di solito.

Comunque, nel singolo natalizio dei R.E.M. c’è tutto ciò che amo nella musica: canzoni inedite o rare di una band che mi piace,  un oggetto bello e da collezione, un rapporto ravvicinato tra pubblico e artisti, e un gruppo che si prende poco sul serio. Memorabile, per esempio, sentire Stipe che canta “I will survive” di  Gloria Gaynor.

Negli anni i R.E.M. hanno mandato 45 giri, videocassette, dvd, dischi, sempre assieme a calendari, adesivi, magneti da frigo e amenità varie. Hanno regalato canzoni inedite, brani live, cover di Television, Chris Isaak, Beatles (che furono i primi ad inventarsi i singoli natalizi per i fan e che sono stato omaggiati con un rifacimento di “Christmas time is here again”); duettato con Radiohead, Wilco, Neil Young, fatto versioni improbabili di sigle televisive. 40 canzoni, che sarebbero un doppio CD di rarità da fare invidia a molti artisti.

Quello di quest’anno si preannuncia davvero interessante. Non l’ho ancora ricevuto, e non rovino la sorpresa. Qua c’è una news-spoiler di Rolling Stone.

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Una cattiva notizia, e una buona

Novembre 23rd, 2009 in Concerti by Gianni Sibilla

Il mondo di chi ascolta musica si divide in due categorie: chi ha visto Springsteen dal vivo e chi non l’ha ancora visto.

La cattiva notizia è che domenica a Buffalo il Boss ha terminato il suo tour. La buona notizia è che, riportano Rolling Stone e Backstreets, il Boss ha smentito dal palco le voci che volevano lo scioglimento della E Street Band, che andrà in pausa “just a little while”, dopo un tour praticamente ininterrotto di 2 anni.

Per chi non ha ancora visto  la miglior live band  di tutti i tempi c’è ancora una speranza di redenzione: bisognerà solo avere un po’ di pazienza.

Non è una notizia, ma il concerto di Torino dello scorso luglio è il migliore dell’anno, assieme a quello dei Wilco.

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Wilco (The concert)

Novembre 15th, 2009 in Concerti, YouTube by Gianni Sibilla

2496809235_23b37830a8_oI Wilco sono tutto quello che una rock band dovrebbe essere: poetici e passionali, elettrici e acustici, autoironici e serissimi, immersi nella tradizione e sperimentatori. Scrivono canzoni stupende, le arragiano meglio, fanno grandi dischi, e dal vivo sono eccezionali.

Quello di ieri sera al Conservatorio è uno dei concerti dell’anno, se non IL concerto: tutti i loro classici in scaletta, poche parole, pubblico entusiasta, e una band che gira come poche. “Quest’uomo è un genio”, come diceva qualcuno dietro di me all’inizio del concerto di Nels Cline, il chitarrista. E se credete che le parole con cui ho inizato questo post siano banali, sentitevi il suo assolo su “Impossible Germany”.

Se la musica non fosse abbastanza, per dare un senso alla serata  è bastato vedere un mio insospettabile collega fare headbanging su  “Spiders (kidsmoke)”  come un “Heavy metal drummer”….

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Wilco (the stream)

Maggio 14th, 2009 in File Sharing, Nuova musica by Gianni Sibilla

I Wilco hanno messo il loro nuovo disco, per intero, in streaming sul loro sito. Indovinate perché?

“Wilco (the album)” uscirà a fine giugno. Si può ascoltare qui.

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