Gruppo indie in una pubblicità contro il leaking sul ‘Guardian’: paga UK Music
E’ la più recente frontiera della strategia di comunicazione dell’industria musicale, in specie di quella britannica: se le ragioni delle superstar non motivano abbastanza i consumatori dediti al download illegale e non arrestano il dilagante ‘leaking’ sulle nuove uscite, forse il punto di vista di un gruppo indie povero e incazzato potrebbe funzionare meglio.
Così ieri la UK Music, associazione di categoria del Regno Unito, ha acquistato una pagina pubblicitaria sul Guardian senza però spendere una sterlina per copy e grafica dell’inserzione; si è infatti limitata a riprodurre sulla propria carta intestata un post pubblicato lo scorso aprile sul blog della band Future Of The Left, firmato dal frontman Andy Falkous, in cui si descrive la frustrazione provata dalla band nello scoprire che il loro secondo album “Travels with myself” era online e disponibile per il download gratuito 8 settimane prima dell’uscita. E che su un sito russo era addirittura disponibile a pagamento – pagamento non precisamente diretto alla band o alla label, s’intende.
‘Falco’ non le manda a dire e smadonna in libertà. UK Music si immedesima.

La pubblicità di UK Music sul 'Guardian'