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Unilever e il marketing dei musicisti di strada per promuovere il deodorante

Le risorse per reclutarli erano disponibili e sotto il mouse di tutti, così gli addetti al marketing si sono dati da fare soprattutto su Craigslist e MySpace.  Hanno reperito  migliaia di proposte,  le hanno scremate per poi selezionare 20 tra musicisti di strada e college band scelti in diverse città degli Stati Uniti per coprire meglio il territorio e favorire il word of mouth.  E’ così che una delle maggiori multinazionali di beni di largo consumo, la Unilever, ha deciso di promuovere “Axe Instinct”:  legando l’immagine di un deodorante profumato  all’essenza di cuoio a testimonial anonimi, in serie, sinonimo di musica ‘dal basso’ e originale.

Unilever avrebbe investito circa 1.000 dollari su ciascuno di essi perché, oltre a chiedere monetine in cambio delle loro canzoni, distribuisse anche campioncini del prodotto.  Il repertorio richiesto? Tassativamente il solito,  per non intaccarne l’autenticità. Con una piccola, duplice interferenza:  un cartello con il marchio del prodotto proprio nei loro pressi e un’esecuzione, ogni tanto, di “Look good in leather”, il pezzo di Cosy Chesnutt che Axe utilizza nelle sue pubblicità televisive dall’inizio del 2009.  Il tour destrutturato continuerà fino a fine anno.

Lo User Generated Content tenta la via del territorio,  le P.R. costruiscono la case history e Unilever risparmia molto rispetto a – che so – un Cornetto Free Music Festival.

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