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Adv based model: il ritorno di Qtrax (???)

Era gennaio a Cannes, e il Midem pareva monopolizzato da questo marchio, Qtrax. Sponsorizzava pranzi e convegni, affittava suites per presentazioni, LL Cool J e Don Henley suonavano concerti privati per celebrarne il lancio. L’annuncio: 25 milioni di brani musicali legali e gratuiti, supportati dalla pubblicità, grazie a sontuosi contratti stipulati con le 4 major. In pochi giorni i media andarono a vedere il bluff: una major dopo l’altra, ecco le smentite. Nel giro di poche settimane, uno dei lanci più sontuosi delle recente sotria dell’industria musicale si dissolveva per lasciare spazio a una pletora di cause legali, con discografici e non (anche Oracle e qualche istituzione finanziaria si aggiunsero, tra i molti altri, alla coda dei creditori e dei querelanti).

Quasi quattro anni dopo, con Spotify, Vevo, Pandora ormai realtà di mercato importanti che però durano ancora qualche fatica di troppo nel pareggiare i costi delle licenze con le entrate pubblicitarie, riecco i nostri eroi. I brani sono un decimo, le major firmatarie sono 3, le licenze sono a breve termine, i soci sono sempre loro, le cause sono più o meno in fase di transazione extra giudiziale, la pubblicità arriva da Google e Yahoo (i marchi e i loro progetti molto più lucrosi dovranno attendere che Qtrax abbia gonfiato i muscoli, prevedibilmente entro il 2012).

Tutto raccontato in una interessante intervista sul New York Times, nella quale i due soci Allan Klepfisz e Lance Ford sono messi alle strette quando sostengono che le cose andarono storte non perchè i contratti non erano stati effettivamente perfezionati, o firmati, bensì perchè furono naif. I due soci hanno 53 e 55 anni e sognano di affermare Qtrax come il rimedio al download illegale.  Come? Chiedendo agli utenti  di scaricare un software proprietario per ascoltare la musica gratuitamente sul pc (mobile? attendere, prego).

Ma dico io.

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