‘Triliardi? Ma mi faccia il piacere…!’
Marzo 24th, 2011 in Uncategorized by Giampiero Di Carlo
Suona tanto Totò, vero?
Invece è Kimba Maureen Wood, giudice federale di stanza a New York. Una carriera di alto profilo alle spalle, la giudice è nota ai più per avere presieduto la causa degli Stati Uniti contro le ormai celebri 10 spie russe dormienti, arrestate, condannate e poi oggetto di scambio contro altri prigionieri detenuti in Russia nel luglio del 2010. Ed è nota ai meno, quelli che seguono le vicende dell’industria musicale, per avere emesso nell’ottobre dello stesso anno un’ingiunzione che intimava a LimeWire (citata in giudizio da Arista Records) di interrompere seduta stante “la ricerca, il download, l’upload, il commercio di file e/o la funzionalità di distribuzione di file e/o tutte le funzionalità del suo software.
Come andò a finire? Con la chiusura di LimeWire, come era lecito e prevedibile aspettarsi. E con l’inevitabile dibattito.
Ma come è continuata? Sta continuando: per l’esattezza siamo alla fase della stima dei danni e le udienze cominceranno in maggio. Ma la discografia, basandosi su un precedente (una causa contro Usenet che, a fronte di 878 opere dell’ingegno violate, determinò contro il provider danni per 6,6 milioni di dollari moltiplicando il numero di violazioni per il massimo della pena prevista per ciascun reato), ha da tempo reso noto che i danni subiti sarebbero stimabili in circa 75 triliardi di dollari.
Non secondo Kimba che, forse per evitare fastidiose perdite di tempo tra due mesi, ha anticipo un parere scritto bollando le pretese della discografia come ‘assurde’. E facendo sommessamente notare che il prodotto interno lordo del pianeta ammonta a 69 triliardi di dollari.