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Guns N’Roses e pirateRIAA

Marzo 18th, 2009 in Uncategorized by Giampiero Di Carlo

axlroseKevin Cogill è il tipico fan dei Guns N’Roses che non ne poteva proprio più. Dopo anni di attesa, mi direte, bastava pazientare qualche altra settimana e il fantomatico nuovo album “Chinese democracy” avrebbe effettivamente visto la luce. Ma no, perchè Kevin è un pirata: ha postato online il fantomatico ritorno della posse di Axl Rose e lo ha reso disponibile a tutti sul suo sito, chiamato Antiquiet .
Per il prossimo 4 maggio è attesa la sentenza: il pubblico ministero ha chiesto per lui una pena di 6 mesi di prigione, cui si aggiunge anche una richiesta di risarcimento danni.  Ed è qui che si misura la distanza tra l’industria musicale e il mondo reale, perchè mentre il governo statunitense ha quantificato in $371.622 la perdita di fatturato causata dal ‘leak’ (basata sul numero di download avvenuti), la RIAA (Recording Industry Association of America) aveva calcolato danni per $2.2 milioni. Wow. Effetto alone contro arida contabilità? Lesione d’immagine oltre al mero mancato introito? Questo ed altro, inclusa la possibilità che il governo sottostimi, per quanto ci è dato sapere (poco).  Resta comunque  clamoroso che ci si avvii a considerare equo un riconoscimento pari a meno del 10% di quanto originariamente richiesto,  e forse non sbaglia chi a questo punto si chiede se le periodiche stime sulla pirateria discografica siano stilate con parametri corretti oppure no.
A proposito dell’effetto alone, questo per la RIAA è un alone sgradevole e untuoso, pochi dubbi a riguardo.  Peggio ancora sul fronte Guns N’Roses: al contrario di molti altri ‘leak’ che sortiscono un effetto promozionale, qui siamo a ‘tanto rumore per nulla’. L’album è uno dei flop dell’anno. Prodotto povero,  figlio di una strategia artistica discutibile,  affidato a una logica distributiva inadatta (basti pensare che anche i nuovi AC/DC si sono ‘venduti’ in esclusiva a una GDO americana ma hanno spopolato), espressione di una band che assomiglia a un ologramma, con un titolo che è un ossimoro.
Alla fine, solo un caso di pirateRIAA.

P.S.: La RIAA ha dichiarato che accetterà comunque un risarcimento $30.000 qualora Cogill accetti di fare un pubblico annuncio finalizzato a educare il pubblico sull’illegalità della pirateria. 30.000 CONTRO 371.622 CONTRO 2.200.000 DOLLARI?!? Così si svende la musica…

Bluto’s Music Barbecue
(chi la vuole cotta, chi la vuole cruda)