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Depeche Mode a San Siro: emozioni regalate dal loro universo

Se ripenso a ieri sera, provo ancora una forte emozione.

Puntuali come un orologio svizzero, alle 21.00 i Depeche Mode sono saliti sul palco di San Siro per incendiare l’ennesimo stadio dopo ormai quasi trent’anni di carriera. Il luogo era stracolmo di gente ed era impressionante guardare le ultime file dell’ultimo anello della struttura e vedere tanti piccoli omini agitarsi nei modi più svariati al suono della più bella musica elettronica del nostro tempo.

Dave Gahan ha ancheggiato e si è dimenato come se, appena un mese fa, non avesse subito l’operazione per un tumore. Martin Gore ha manifestato ancora una volta il suo animo impegnato e, allo stesso tempo, la sua ironia, con le immancabili e irrinunciabili tenute stravaganti. E se ci si aspettava il solito ieratico Andy Fletcher dietro le tastiere, beh ragazzi, ci si sbagliava di grosso. Forse è stata la cosa che mi è rimasta più impressa di tutta la serata: Andy che sorride innanzitutto, che balla, che cerca di coinvolgere il pubblico. Uno spettacolo da non perdere, soprattutto considerando le oltre due ore di concerto, durante le quali si sono susseguiti non solo i pezzi del nuovo album Sounds of The Universe, ma anche pezzi vecchissimi come “Master and servant” e “Fly on the widescreen”, oltre agli immancabili “Walking in my shoes”, “I feel you”, “Enjoy the silence”, “Personal Jesus” e tantissimi altri. Oltre due ore di pura elettricità, in cui il pubblico non faceva altro che cantare, ballare, urlare e chiedere ancora un altro pezzo, anche quando ormai ci si avviava verso la conclusione della serata.

Anche la resa scenografica è stata di impatto. Se ripenso infatti alla tappa di Roma del Touring the Angel del 2006, non mi viene in mente nulla di simile. Ieri sera, oltre alla incredibile tenuta scenica dei protagonisti e del frontman che, ripeto, non può neanche essere paragonato agli sgambettatori della scena musicale attuale, un forte gioco di luci, di immagini, di video realizzati ad hoc per l’occasione hanno fatto la differenza. Anche il pubblico ha partecipato attivamente alla scenografia: Dave Gahan ripete puntualmente quel gesto ormai diventato parte di ogni spettacolo dei Depeche, quel momento in cui, appena inizia ad oscillare le braccia, tutto, ma proprio tutto il pubblico lo segue a ruota, senza fermarsi, con il ritmo giusto, come se si stesse compiendo quella forte unione tra le emozioni della star e quelle dei suoi fans, quella comunicazione che solo la musica può realizzare.

Insomma ragazzi, che dire, emozione allo stato puro, coinvolgimento totale. E anche la conclusione del concerto ha avuto un impatto molto toccante: Dave e Martin, in piedi senza strumenti, alla fine dell’appendice del palco e vicinissimi al pubblico, hanno intonato per le loro migliaia di spettatori “Waiting for the night”, stupenda ballata che ha regalato a tutti una buonanotte.

Grazie Depeche Mode!

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