Moby – Wait for me
Che fosse un anticonformista lo sapevamo già. Moby, vero nome Richard Melville Hall, nipote dello scrittore Herman Melville, newyorkese di 44 anni, consacrato nel 2000 a star della musica elettronica internazionale con l’album Play, torna il 26 giugno del 2009 con un nuovo lavoro dal titolo Wait for me.
Anticipato circa un mese fa dal singolo Shot in the back of the head, pezzo strumentale che ha fatto discutere soprattutto per il video a cui è stato legato, realizzato dal controverso regista David Lynch, Wait for me cerca di confermare l’indipendenza e la libertà (come afferma lo stesso artista nelle varie interviste rilasciate) che Moby ha voluto costruirsi nel corso degli anni, sia a livello musicale sia nel peso e nella qualità della sua presenza sulla scena artistica internazionale. Un esempio, per iniziare, potrebbe essere la scelta di far ascoltare l’intero album in streaming gratuito su repubblica.it oppure il recente distacco dalla Emi per tornate ad essere un indi.
A dire la verità, non sentivamo tantissimo la sua mancanza, considerata l’uscita del precedente album, Last night, giusto l’anno scorso: un lavoro caratterizzato dalla fusione tra elettronica e disco music, un album che non aveva fatto troppo la differenza data la presenza incessante e quasi nauseante della musica dance negli ultimi anni.
C’è da dire però che l’intento di Wait for me, “prendersi cura dell’ascoltatore” con una musica confortante, differente da quella attuale e da quella precedente dello stesso Moby, non viene disatteso e l’album può essere annoverato tra le opere artistiche che ricercano atmosfere diverse, atmosfere di cui probabilmente oggi noi tutti abbiamo bisogno. Già al primo ascolto si percepisce che il ritmo dell’intero album sarà più lento di quello che forse ci si aspettava, come a sottolineare l’aurea rassicurante ricercata dal musicista. La maggior parte dei pezzi, inoltre, su un totale di sedici brani (anche questa scelta si può considerare anticonformista, visto il recente limite di dieci pezzi imposto soprattutto dal mercato di internet) sono strumentali, con una presenza quasi predominante di strumenti acustici, come chitarra e pianoforte, rispetto alle elaborazioni elettroniche che a volte vengono lasciate sul fondo altre sono protagoniste senza esagerazione. Il primo brano, Division, rigorosamente strumentale appunto, è incentrato quasi esclusivamente su una vera e propria orchestra di archi.
Come di consueto, Moby sceglie di far eseguire i pochi pezzi cantati ad altre voci, una femminile, due diverse maschili e addirittura un coro gospel nel brano A seated night, tanto per rimarcare il suo background musicale decisamente differente da quello che un ascoltatore potrebbe immaginare. Gli unici brani che interrompono l’atmosfera creata dall’album sono Mistake e Scream Pilots, con un ritmo che diventa più sostenuto, Stock Radio, dove l’elettronica pura fa da padrona e Shot in the back of the head dove il colpo di pistola inscenato nel videoclip animato di Lynch prende forma nella melodia e alcune cellule ritmiche continuamente interrotte fanno capire che qualcosa di inquietante esiste ancora. Un lavoro particolare è stato realizzato per le tracce Jltf1 e Jltf, entrambe quasi totalmente strumentali, dove la prima è il preludio alla seconda.
Durante l’ascolto dell’intero album, dunque, l’ascoltatore viene lasciato molto spesso in compagnia di una musica “tranquillizzante” e dei suoi pensieri. L’unico appunto che forse si potrebbe fare a Moby riguarda la scelta dei titoli dei brani: se l’obiettivo era “prendersi cura dell’ascoltatore” e non farlo riflettere sulle brutture odierne, creargli una pausa mentale con ritmi e melodie concilianti, perché scegliere titoli come Shot in the back of the head, Mistake, Hope is gone, Ghost return? Probabilmente anche lo stesso artista non è riuscito a liberarsi completamente dalla cruda realtà, nonostante Wait for me cerchi di affermare il contrario.
Resta il fatto che l’ascolto del nuovo album di Moby è piacevole, diverso, senza fronzoli e senza pretese. Potremmo dargliela vinta e dire persino rilassante…
Tracklist
- Division
- Pale horses
- Shot in the back of the head
- Study war
- Walk with me
- Stock Radio
- Mistake
- Scream Pilots
- Jltf1
- Jltf
- A seated night
- Wait for me
- Hope is gone
- Ghost return
- Slow night
- Isolate