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Musica: le rivoluzioni arrivano dal Nord

Aprile 1st, 2009 in musica by Mademoiselle Depeche

Svezia: lontana, fredda. Il mio immaginario pensa ad un popolo silenzioso, staccato dalla frenesia che contraddistingue noi meridionali dell’emisfero boreale… forse è il pensiero della neve perenne che ovatta tutto. Eppure, le rivoluzioni degli ultimi anni stanno arrivand0 proprio da quelle terre polari, come Ikea tanto per intenderci.

Il 2009 è l’anno del copyright: siamo letteralmente subissati da notizie, convegni, meeting ad alti livelli di personalità di spicco in materia, si dice, che devono decidere il futuro della tutela della musica. Nel frattempo, anzi già da qualche tempo (tanto per sottolineare il nostro ritardo… mi viene il dubbio che sia mentale…) proprio la Svezia ha dato il via a due iniziative che hanno scombussolato ancora di più l’idea del download della musica, dello streaming, dell’illegalità musicale : The Pirate Bay e Spotify.

The Pirate Bay, nato nel 2006, è un motore di ricerca di file torrent da scaricare gratis, un pò come e-Mule per intenderci, che però fornisce solo indicazioni su dove recuperare materiale musicale gratis (o pirata in questo caso). Un’iniziativa che ha visto finire sul bancone degli imputati i suoi proprietari, i quali nel frattempo portano avanti il loro business tramite altre strade, e che ha sconvolto i provider, le discografiche gli artisti, senza per questo arrivare ad una chiara conclusione della vicenda (a questo link trovate un pò di notizie).

Da qualche mese circola il nome Spotify (vedi news), piattaforma web di streaming musicale gratuito, nata nel 2008, molto conosciuta all’estero e ovviamente poco in Italia, forse anche a causa del fatto che qui da noi il servizio è ancora solo a pagamento (abbonamento da 9,99 al mese). Quando arriverà, si dice a breve, potremo ascoltare musica con un click: dovremo solo guardare qualche spot di pochi secondi. Il business quindi è l’advertising pubblicitario, proprio come accade per la fruizione di video sul web già da qualche tempo.

Qual è l’idea comune? Accedere liberamente alla musica che adoriamo. Possiamo essere d’accordo o meno con queste inziative (personalmente approvo di più la seconda della prima), ma resta il fatto che mentre noi stiamo qui a discutere, a pubblicare atti di convegni sul tema, a far finta di approvare nuove leggi sul diritto d’autore (l’ultima notizia è il blocco da parte degli inglesi della legge sull’estensione del diritto d’autore in discussione a Bruxelles), dal nord arrivano le ventate di freschezza – è proprio il caso di dirlo!

Sarà che Nord, oltre a “più in alto”, significa anche “più avanti”?

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