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XFactor: coperta di piume e pailletts

Aprile 1st, 2009 in Reports by Simone tolomelli

Dalla gara esce Noemi, che è una che canta come un dio sceso in terra. Ve lo dico subito perché è stato un brutto momento televisivo. Ed è vero come è vero che prima o poi ne resteranno pochi ma se tra quei pochi restano Ciccio di Nonna Papera vestito da pinguino coperto di piume e pailletts su qualche crociera nel mediterraneo e Jury, allora non so più quanto ne valga la pena.

Morgan si incazza come un toro e un po’ fa bene, ma un po’ ha capito com’è l’antifona e oramai è piegato pure lui. Quel moto, tra il catartico e il redentore che l’ha spinto sino ad oggi, scema confonendosi e striandosi di quella stessa scialba banalità che ha voluto osteggiare per mesi. Il che è un bel contrappasso, inni?

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XFactor: un trionfo

Marzo 12th, 2009 in Reports by Simone tolomelli

Gloria! … Gloria! … Gloria! Gloria al re! Inni festosi alziam.

Puntatone. E’ stato il vero e proprio puntatone, spetta che prendo il comunicato stampa che già non me lo ricordo più: m’è rimasto addosso il profumo ma in realtà non ricordo niente. Ah già: subito subito i Gemelli Diversi. Che dire, non saprei. Sono rimasto anche un po’ scioccato dall’incensamento ricevuto da Morgan. Mi fa piacere riesca ad apprezzare certe cose, io proprio non lo seguo però. Sarà che ritengo l’hip hop un’altra roba, sarà che nel panorama italiano tra quelli che hanno fatto capolino nel main stream io ritengo bravi solo Frankie Hi Energy e Neffa (il primo è stato un po’ l’Eminem del bel paese, non per i modi quanto per le incredbili doti con le quali intrecciava metriche e rime entusiasmanti, l’altro musicista bravo a cui piaceva ahimé anche cantare e purtroppo ha abbandonato la dopa e i suoi messaggeri, magari il sole, alla fine l’ha pure trovato e buon per lui, è che quella era“roba” buona, “Cambierà” un po’ meno). Tra quelli nuovi “tutto su” per Marracash, per dire, badabum cha cha. Dicevo: i GD, secondo me sono un pacco, secondo me incarnano quella tipologia di milanese imbastardito e finto ghettizzato che proprio non mi torna, che proprio fa ridere, che proprio. Qualche settimana fa lo stesso Morgan prendeva ad esempio l’estetica dell’hip hop nostrano per fare la ramanzia all’estetica del regge idolatrato da Andrea (verrà poi eliminato proprio nel pieno del delirio del get-up-stand-up for your rights), diceva: il regge per il regge non ha senso è come quelli che in Corso Vittorio Emanuele vanno in giro senza i lacci delle scarpe perché loro sono hip hop, ma cazzo ma in America s’è sparsa sta moda perché emulava il carcerato che le stringhe gliele levano sennò si impicca, ma che tu borghese milanese, eccetera.. ecco aveva ragione, quindi, Marco, mettersi lì e fare il pistolotto sui Gemelli Diversi ha fatto molto “sto-facendo-la-tv” e molto meno Morgan del solito. Per dire.

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XFactor, if you need somebody call my name

Marzo 5th, 2009 in Reports by Simone tolomelli

Antefactor.

Ci sono varie teorie. C’è quella cospirazionista che li vede tra le grinfie della Napoli bene, perdutamente innamorata di loro a causa dei trascorsi D’alessiani, e giù sms a fiume; poi c’è l’altra, che è quella del “continente in motorino” per le vie di mezza Italia a consegnar pizze, pacchi, minchie fritte eccetera; sole, vento, freddo, pioggia, neve, nisba: impermeabile, faccia da incazzato, un sacco di scotch per tenere ferma la scocca, e via. Altri quintali di sms. Essendo anche a conoscenza di quale sia la clientela -quella vera- Vodafone & Tim, ammetto che il fil rouge c’è. Ma non so comunque per chi parteggiare, le trovo versomili eppure non convincenti; sane, teorie sane, hanno un tono, filano -oh yeah- ma no, a me non stanno bene sino in fondo. Il mio esperto di riferimento, Giacobbo, mi guarda perplesso alza un sopracciglio con il fare di quello che la sa lunga, ma la sa lunga da una vita, tace e mi giudica. Il mio esperto, poi, ci tiene a dirmi tutto d’un fiato che io non so davvero niente, e ancora stavo lì ad arrovellarmi su provinciali complotti che sanno di Licio Gelli ed import-export in motorino da 50 centimetri cubici che fanno i 270 e svicolano le rotaie del tram con un’agilità da Darex Togni, ma la verità -quella vera- è che sono un ragazzetto.

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XFactor, e le sue paure delle ipocondrie

Ffebbraio 27th, 2009 in Reports by Simone tolomelli

Piacciavi, generosa erculea prole.

Venne il giorno in cui si trasformò in un essere umano. Futili motivi c’era Jem (il-mio-nome-è-Jem: sono una cantante, bella è stravagante, certe volte -lo sai- sono esuberante-e-e!) che si esibiva con James Morrison, è vero, eppure la videro piangere e tutti quanti capirono che in fondo in fondo, scavando, dissotterrando, spazzolando bene e infine con un sacco di immaginazione, Simona Ventura ha un cuore: Swarovski fino al ventisette marzo, per il seguito si vedrà, sono in trattative per un brand più forte, un po’ meno “gigione” al più si leva… ché non serve a niente e pesa. Ora passiamo alle mie cose, quelle un po’ meno vere e per certo irrilevanti nella vita di tutti i giorni, so quanto siete tutti voi impegnati, ma vi garantisco che anche in questa puntata troveremo spunti interessanti se solo vorrete trovare il tempo di segurmi sperando che i vostri alti pensier cedino un poco, sicché tra lor, miei versi abbiano loco.

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Ma io che ho xFactor?

Ffebbraio 19th, 2009 in Reports by Simone tolomelli

Ecco. No guarda. La puntata è stata una roba che ecco e se c’è aria nuova perché c’è aria nuova e se non c’è ecco. Appunto. No Morgan, no. Ecco. C’entri eccome. Io ho un po’ guardato, e qualcuno di questi ragazzi mi è arrivato, ecco. Sono dei diamanti grezzi e a parte l’intonazione a me quello che importa e che mi arrivano. Io li sento. Alcuni, altri -sarà io- ma non mi arrivano. Poi ci penserai tu a dire ecco. No, no c’entri perché noi accettiamo il verdetto senza fare tante manfrine. Ecco. E mi dispiace veramente per te che non c’hai la cazzimma. E poi è durata piuttosto a lungo ma alla fine ecco, tutti quelli che sono qui che urlano -dai ragazzi abbiate pazienza- cosa ho detto io? Eh, cosa ho detto? L’avevo detto. Comunque accettiamo e non ce lo meritiamo, non ce lo me-ri-tia-mo! Ecco.

Allora, quella che avete appena letto è quello che bisognerebbe scrivere sulla puntata di XFator di lunedì scorso (pre sanremese) utilizzando il gergo di Simona Ventura. Con quello normale, invece, esce più o meno così come segue.

L’ultimo XFactor ha segnato punte di imbarazzo notevoli e una sana strigliata da parte dei Bastardi ai tre giudici; un po’ fa spettacolo ma un po’ ha stancato ‘sta menata che vi strilliate sempre addosso. E che poi la cosa si sia assottigliata al punto che le canzoni e i partecipanti stessi si siano ridotti ad un espediente per strillarsi addosso diviene ancor più penoso nel momento in cui di tre che sono restano in due, dato che la Maionchi ha sostanzialmente abbandonato l’arena da subito; e, infine, vedere la guerra fra quei due è come far partire la beatlesmania per Hilary Duff. Bar dello sport con Real Madrid. Morgan: mùchela, non ne esce più niente da lì, e certe volte impieghi troppa energia, ché basterebbe un fischio.

Morale: Noemi, Enrico, Matteo, Bastardi bene. Noemi davvero brava, non sente nulla dagli earmonitor, li toglie e prosegue al limite del crescere un pelo ma cantare da sordi non fa piacere a nessuno, se mai fa capire -appunto- la sua professionalità nel gestire una situazione anche sfortunatamente, momentaneamente, avversa. Enrico con Impressioni di Settembre spero si senta definitivamente riabilitato dalla precedente Grace Kelly (ha sbagliato a non considerare degno il brano di Mika) perché ascoltarlo è stato molto bello, appagante e confortante. Matteo non sfigura nei panni di Bono e tiene in piedi una canzone che, come molte canzoni, senza il suo interprete natuale cascano come pere troppo mature. Bastardi sempre bene, visibilmente imbarazzati dalla quantità e qualità di figa che si strusciava loro addosso, ma li capisco. Bravi anche e soprattutto per questo.

L’artista un tempo comosciuto con il nome di Giops, così cosà. Ambramarie: senza infamia e senza lode. Daniele Magro (promosso a diamante non più grezzo): uhm. I Farias e tutta la pantomima dei capelli che li ha preceduti sono qualche cosa che va ben oltre il mio personale orizzone degli eventi; possono tutto. Io non solo non capirò, ma nemmeno saprò, mi stupirò. Non ho gli strumenti intellettuali per capire quei quattro ragazzi dall’estetica del sudore-latino. Juri nuovo entrato dall’ottima intonazione e preparazione si lancia in una Virtual Insanity tagliata a la cazzo tanto da farmi andare in paranoia dura avesse sbagliato. Non riesco a dire come andrà, per ora, ma data la difficoltà melodica del brano, il ritmo e la gestione della lingua sul, non mi sento di dare un giudizio negativo per quanto l’esibizione fosse naturalmente condizionata anche dal fatto di essere la prima.

Il taglio di stavolta è veloce perché c’è di mezzo Sanremo e mi devo un po’ risparmiare nonostante possegga qualche migliaio di vocaboli in più della Ventura. E qui arriva il punto: a fine serata l’incazzatura della donna che ha barattato una decina di anni fa la propria simpatia per una punta di rosso di hennè, era davvero palpabile. Le tocca pure scegliere fra due dei suoi al ballottaggio (Daniele Magro contro Ambramarie): sceglie di eliminare Ambramarie senza dare alcun tipo di motivazione se non incazzarsi con Morgan, senza dare alcun tipo di motivazione (e due) se non quella che “c’è tutta una strategia che ecco, dai, su, eh Morgan, ecco”, insomma l’abbiamo già scritto ad inizio del pezzo. Questa è follia.

Sono in tre, sono giudici e ciascuno leader di un gruppo partecipante. E’ già fatto male alla base, Simona. Rinsavisci. Poi: cosa bisognerebbe fare, non potendo dire le cose come stanno, starnazzare di “pance” e di “arrivi”all’infito? E a chi gioverebbe, oltre alla tua innaturale incapacità di prendere coscienza del fatto che quest’anno non funzioni? Allora sia chiaro a tutti che la teoria cospirazionista era: «tu Morgan, anziché star zitto e procedere con degli ottimi e neutrali “mi arriva” “non mi arriva”, continui a parlare per parecchi minuti di cose che hanno a che fare con la Musica ma sostanzialmente nulla con il Paese Reale e i suoi movimenti di pancia. Nel farlo, talvolta, giudichi negativamente i miei ragazzi (perché io sono superpartes solo quando mi gira il cazzo a me). Lo fai di puntanta in puntata e non prendo in considerazione si possa trattare perlomeno di coerenza, se proprio non possa prendere in considerazione che tu abbia una vaga parvenza di ragione nelle tue critiche ex cathedra, è al contrario ai miei occhio decisamente più normale si tratti di una strategia che mira a tagliarmi fuori dal gioco levandomi le pedine una per una, dando subdelega di cassazione al Popolo Sovrano che di norma rispetto perché vagamente più ignorante di me ma si lascia affascinare con troppa facilità da questi pigmalioni da strapazzo che hanno fatto un po’ di solfeggio e il ginnasio.»

Ora, non è nulla che qualche goccia di Xanax non possa mettere a posto, ma pure ammettendo che sia vero, tutto questo concetto non viene espresso condensandosi in un più austero “ecco”. Al che, perdonandone la prolissità che si genera di sponda, vien da dare ragione al Castoldi quando in una semplice frase solo un po’ più complessa liquida la questione dicendo: “Simona, cosa c’entro io? Parlane con il tuo popolo sovrano. Sono contento per il mio gruppo e molto dispiaciuto per questi ragazzi ma se si trovano qui adesso non è mia responsabilità”.

Che vuol dire: io forse ammalio il pubblico e accetto che non sia l’esatto scopo della gara, ma se tu non riesci (più) e/o ti manca vocabolario e congiuntivi per riuscire a fare altrettanto, amica, cazzimme tue.

I’ve sent the SOS to the world

Ffebbraio 11th, 2009 in Reports by Simone tolomelli

Lo sapevate anche prima. E se non l’aveste saputo, avreste dovuto. Non ci sono scuse. Vale per tutti. Per ciascun concorrente eliminato, da ogni reality del mondo. Tocca alle Sisters Of Soul, mi dispiace: avevano a tutti gli effetti eseguito la loro migliore esibizione di sempre. Brave, precise, intonate a tempo, il contrario di Giops, che lo adoro ma ieri ha fatto proprio pena. Finiamo un attimo con le SOS. E’ vero si sono un po’ scazzate, è vero non erano forse preparatissime, è vero c’era stata qualche frase imprudente, probabilmente -è altrettanto vero- si erano chiarite e il peso si era ribilanciato eccetera ma in tv non funziona così. E dice, si ma della tv non ci frega niente noi pensiamo alla musica. Tesoro, se pensi alla musica vai in conservatorio e non rompere i coglioni. XFactor è una trasmissione televisiva, no opere di bene: soldi, sponsor, auditel.

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XFactor, poca cronaca

Ggennaio 30th, 2009 in Reports by Simone tolomelli

«῎Ανδρα μοι ἔννεπε, Μοῦσα, πολύτροπον, ὃς μάλα πολλὰ.»
Niente, è l’inizio dell’Odissea ma non serve era solo per far eccitare la Ventura, così gratis, adesso invece passiamo un po’ di più alle cose serie.

Non mi sono dimenticato di voi. E’ che non vi stimo. Quindi alla fine ero tutto bloccato di traverso in quel perenne stato di amletica incapacità decisionale: lo faccio il terzo pezzo o no? Li lascio digerire e formulare qualche cosa di proprio o non se lo meritano? La risposta non m’è mica venuta e alla fine sono qui a provare a fare un po’ il punto di quello che è successo nell’ennesima disperazione schizofrenica in diretta dagli studi di Via Mecenate a Milano perché la musica batte solo sul (poi porge l’orecchio alla telecamera quel.) bravi: la musica non batte. Il cuore, un ritmo (ha un battere) ma la musica tout court, eppure in fondo chi se ne frega. L’anno scorso scovavonell’eliminazione dei fuoriCluster lo specchio esatto di un’italietta piccina piccina picciò, quest’anno -onestamente- passo. Perché non ho più il nervo scoperto, perché non sogno più che certe cose siano valide, in fondo, solo per una minoranza: oggi ho una buona certezza che abbiano vinto i puttanoni con la jeep e le relative scissioni cellulari. Che fare, d’altro, ancora?

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XFactor, niente cronaca

Ggennaio 23rd, 2009 in Reports by Simone tolomelli

Ci ho riflettuto un po’. Tipo per quattro giorni. Ho provato ad esempio a capire che ne fosse della mia voglia di mettermi lì e descrivere cosa è accaduto la sera di lunedì quando la follia si è impossessata (oltre il dovuto, oltre il solito) di Simona Ventura. Ho anche creduto che per rispetto nei confronti di chi avesse trovato piacevole la scorsa puntata (e prima) di questa rubrica che avevo in mente di tenere per tutta la durata della trasmissione alla fine, magari con un po’ di ritardo, mi sarei messo lì e avrei descritto cantante per cantante cosa ne pensassi, cosa avesse cantato, come, qualche consiglio, appunto personale: vi garantisco che l’avrei voluto. E’ che c’è qualche cosa di davvero malato nella testa delle persone e io non ho le armi giuste per cambattere, dirò di più: non è nemmeno il mio compito. Io volevo parlare di musica, musicisti e talenti. Di ragazzi e ragazze in gamba, fortunati, tendenzialmente talentuosi ma nisba. Allora ho lasciato che il tempo sedimentasse un po’ di ore, una via l’altra, sull’innata irrequietezza che mi contraddistingue e in special modo quando mi arrabbio. Cosa che, infine, si è rivelata utile dato che un modo l’ho trovato: parlerò solo di Elisa Rossi e di Noemi, perché il resto non conta molto. Il resto è stato sciocco ed imbarazzante. Continua a leggere questo articolo »

XFactor, la fredda cronaca

Ggennaio 13th, 2009 in Reports by Simone tolomelli

Preludio

Ho atteso X Factor per quasi tutto l’anno da quando è finito, lo dico perché non sembri che l’abbia seguito distrattamente. Lo dico perché è difficile che io parli di televisione (ci sono altri nella blogsfera che lo fanno con amore e dedizione da anni). E infine lo dico perché in un momento in cui se non nomini almeno una volta nel 2009 il termine “fabriziodeandrè” sei un poveretto, mi pareva carino restare più sul pop e dare una ulteriore sponda a tutti quelli che volessero seguire di profilo il reality che l’anno scorso ha visto la nascita della carriera di Giusy Ferreri, senza la quale -diciamolo- oggi non staremmo qui a parlare della seconda edizione del programma. Ieri, dunque, è iniziato e mi ha molto deluso. La produzione, prendendo coraggio, ha fatto il possibile per iniziare con il botto e il giudizio complessivo è che il programma andava molto meglio quando non si sapeva se si sarebbe fatta la puntata successiva. Volendo poi analizzare quelle che definirei “componenti stabili” sarà il caso di confermare una regia, costumi e scenografia pacchiane come l’edizione precedente (è il format, si dice); la conduzione ancora una volta affidata a Facchinetti è imbarazzante per temi, tempi, modi, ammiccamenti, battute, buonismo illetterato (cioè non argomentato ma di posa), bretelle e simpatia. Facchinetti non è capace di fare l’intrattenitore perché è fondamentalmente un antipatico. Diretto in quella direzione dalle mani sapienti dei soliti autori alla ricerca di quella nicchia di mercato che si sbellica nelle sale del cinepanettone, potendo, peggiora. Ma si sa, lo spettacolo è finzione. Continua a leggere questo articolo »

sasaki & music
it’s just sasaki fujika on music, have you hear of it?