Blog

Rockol The Observer continua: teniamo gli occhi puntati su di voi

Ggennaio 17th, 2012 in Reports by Redazione Rockol

Buon anno da parte di Rockol The Observer! Il 2011 è terminato oramai da qualche settimana ed è stato come ce lo aspettavamo, ricco di musica e di artisti tutti da riscoprire ed ascoltare. Vere e proprie novità forse non ce ne sono state, niente che forse non si era già sentito in passato, ma di gruppi interessanti e molto promettenti su queste pagine ne sono passati eccome.
Michele Bitossi (Mezzala/Numero6), Il Pan del Diavolo, Brunori Sas: loro sono gli artisti che ci hanno colpito di più, che seguiamo da diverso tempo e che l’anno appena passato li ha visti protagonisti in modo diverso. Bitossi ha realizzato l’album solista a nome Mezzala (“Il problema di girarsi”), che è venuto a presentare direttamente qui a Rockol ospite dell’acoustic corner di redazione. Il Pan del Diavolo ha cavalcato splendidamente l’onda di successo del loro album d’esordio “All’osso”, e ha scelto queste pagine per annunciare ai fan di essere al lavoro sul nuovo disco previsto per quest’anno. Brunori Sas ha pubblicato il nuovo album “Poveri cristi Vol. 2″ che The Observer ha ascoltato con attenzione e ha definito uno dei dischi più belli del 2011.

L’osservatorio di Rockol prosegue anche per questo 2012, le antenne sono sempre ben dritte per percepire quel che di buono c’è nella musica italiana e non: rimanete collegati!

Rockol The Observer, Mezzala: guarda il nuovo video con Bruno Pizzul

Novembre 15th, 2011 in Reports by Redazione Rockol

Michele Bitossi in arte Mezzala (ma anche Numero6) potrebbe essere candidato come Artista Italiano Sempre in Movimento. In nemmeno un anno ha pubblicato due album (“I love you fortissimo” con i Numero6 e “Il problema di girarsi” a nome Mezzala), ha girato in lungo e in largo l’Italia per concerti, e continua a sfornare video divertenti e interessanti.

Quello che vi mostriamo oggi è la clip del nuovo singolo “Ritrovare il gol”, brano presente nel suo primo album solista dove – per manterene il suo rapporto viscerale con il calcio – si fa chiamare Mezzala. Nel cortometraggio l’ospite d’eccezione non poteva che essere Bruno Pizzul:

Immagine anteprima YouTube

“Conoscere Bruno Pizzul e avere l’opportunità di collaborare con lui sul mio progetto è stato fantastico. Lui per me rappresenta un modo di intendere e di vivere il calcio certamente più genuino e autentico di quello odierno, caratterizzato dalla fottuta tessera del tifoso, dai tornelli per entrare allo stadio e dalle pay tv. Bruno per il video di ‘Ritrovare il gol’ si e’ messo in gioco con grande ironia e con lo stile che da sempre lo caratterizza. Mi sento di ringraziarlo molto”.

Di seguito le prossime date del tour di Mezzala:

29 NOVEMBRE: FIRENZE, GLUE.
30 NOVEMBRE: CATANZARO, CUBOLUMIERE
1 DICEMBRE: REGGIO CALABRIA, LOCANDA TRE FARFALLI
2 DICEMBRE: CASSINO (FR) , NUOVE OFFICINE GENERALI
3 DICEMBRE: MILANO, LO-FI
10 DICEMBRE, GENOVA, HABANERO, MUNIZIONI ERE PAL DUCALE
16 DICEMBRE, BOLOGNA, PANENKA
13 GENNAIO, GIULIANOVA, OFFICINA (L’ARTE E I MESTIERI)
27 GENNAIO, GENOVA, LA CLAQUE

Rockol The Observer e Mezzala ti regalano il 7” di ‘Il problema di girarsi’

Ottobre 11th, 2011 in Reports by Redazione Rockol

Michele Bitossi in arte Mezzala (progetto solista del leader dei Numero6) continua a stupire: dopo aver pubblicato “Il problema di girarsi” (Urtovox) e dopo averci portato nel suo mondo musicale attraverso la rubrica di Rockol dedicata ai gruppi più significativi del 2011, diventa oggi protagonista del primo contest di The Observer.

Mezzala regalerà infatti ai lettori di Rockol una copia dell’edizione limitata del suo 7″, con illustrazioni inedite di Stefano Piccardo (illustratore, pubblicitario, musicista ed agricoltore); i primi dieci che manderanno una mail all’indirizzo contest@rockol.it comunicando le proprie generalità (nome e cognome, indirizzo ed un recapito telefonico) vinceranno il 7”. Cosa aspettate? Scrivete a contest@rockol.it con mettendo come oggetto della mail Mezzala e continuate a seguire Mezzala e gli altri ospiti di The Observer!

Rockol The Observer: Michele Bitossi, anzi no… Mezzala!

Settembre 24th, 2011 in Reports by Redazione Rockol

Bitossi stai sereno: non ci siamo dimenticati di te e il tuo Genoa continua ad andar bene in campionato, quindi riposati e goditi la scia di successo personale, ma non solo, che ti sta cullando grazie a tuoi progetti musicali.
Sì perché il signorino ligure, già leader dei Numero6, di ritorno dalle vacanze mi ha fatto trovare un bellissimo regalo: il vinile di “Il problema di girarsi”, ultimo disco pubblicato a suo nome, con lo pseudonimo di Mezzala, anticipato dal primo singolo estratto “Nella vasca coi piranha”.
Ce lo aveva spiegato in passato perché ha deciso di uscire con questo nome e con questo titolo: “Si intitolerà ‘Il problema di girarsi’ perché è una frase storica che usava dire il mitico cronista di calcio Bruno Pizzul, e da grande appassionato di calcio quale sono, tifando il Genoa, il progetto solista di chiamerà Mezzala, giusto per continuare questa grande nostalgia verso un calcio obsoleto che ormai ci siamo dimenticati”.

Immagine anteprima YouTube

Il disco è nato durante la fase finale della lavorazione di “I love you fortissimo” pubblicato con i Numero6: “Il progetto mi aveva portato via un po’ di tenpo perché sono erano venti canzoni dalle quali poi ho scremato. Non scrivo mai pensando a quale gruppo è destinato il pezzo, per cui non ho nessun conflitto quando scrivo un brano pensando se è per me o per i Numero6″.

continuate a seguirci, attraverso The Observer scopriremo con l’aiuto di Botissi i segreti (segreti?) celati dietro alcune delle canzoni pià belle dell’album come “Che fine faremo”, “Heypa”, “Nella vasca coi piranha”, “Stai zitta fallo per noi” e tante altri

Rockol The Observer: ‘Wimbledon’ dei Numero6 e l’intervista a Bitossi

Agosto 8th, 2011 in Reports by Redazione Rockol

Vorremmo sottoporre alla vostra attenzione il videoclip del nuovo singolo dei Numero6 “Wimbledon”, uno dei brani migliori del loro ultimo album di inediti “I love you fortissimo”.

Immagine anteprima YouTube
ed eccovi una mini intervista realizzata a Michele Bitossi

Michele Bitossi, mente (malata mi sembra scontato, come ti definiresti?) dei Numero6, come nasce una canzone come Wimbledon, di cosa parli?

Wimbledon in effetti è piuttosto rappresentativa del mio approccio alla scrittura di canzoni. Tranne due o tre casi da sempre mi occupo in prima istanza della musica senza ovviamente tralasciare le linee vocali che rimangono in un finto inglese per parecchio tempo. Solo successivamente scrivo i testi, ispirandomi il più possibile all’atmosfera del pezzo, ai suoni che sono usciti, al suono delle parole inventate, che stranamente più di una volta suggeriscono spunti narrativi molto interessanti.
In Wimbledon credo si parli di insofferenza, ansia, claustrofobia, scazzo, tempo prevalentemente nuvoloso con sporadiche schiarite, nostalgia e, infine, di speranza.

So che dei titoli non te ne occupi in prima persona… a chi è venuto in mentre Wimbledon? (e davvero trovi erotici i modi di dire di Lea Pericoli?)

sì, credo di non essere un grande titolista e comunque mi piace far titolare le mie canzoni ad altri che sappiano cogliere l’essenza di un brano, sintetizzandolo al massimo con arguzia.
Wimbledon è opera di Tristan Martinelli, il nostro grande polistrumentista. Mi piace un sacco perché trovo sia un titolo un po’ alla Ivan Graziani..Quanto a Lea Pericoli direi proprio di sì, cazzo.
Ora credo proprio non mi farebbe nè caldo nè freddo ma sentirla commentare una semifinale di Wimbledon sul finire degli anni ottanta con quella voce calda e provocante era un sollazzo…

La prima volta che ho sentito il brano ho pensato che forse una delle canzoni più belle che i Numero6 avessero mai scritto. Mi ha da subito rapita dalla frase: “collera rabbia rancore e malversità, nervi a pezzi e prurito alle mani”. Ho anche pensato di aprire un profilo su Facebook per scrivere la frase da qualche parte…

Ne sono onorato, come sono onorato dal fatto che una ragazzo di Bari mi ha mandato l’altro giorno una foto del suo avambraccio su cui si è tatuato una frase di una nostra canzone.
Faccio del mio meglio per scrivere belle canzoni, arrangiarle e registrarle al meglio e suonare alla grande dal vivo. Sta poi alla gente decidere se e quanto premiare i miei sforzi.
Detto questo mi pare evidente che attualmente i Numero6 siano di gran lunga il miglior gruppo italiano.

Rockol The Observer: guarda i filmati esclusivi dei Numero 6

Giugno 24th, 2011 in Reports by Redazione Rockol

I Numero6, ospiti della rubrica Rockol The Observer, hanno regalato a Rockol delle immagini esclusive: Michele Bitossi e compagni come non li avete mai visti (o come non li vorreste mai vedere…) alle prese un’allegra canzoncina, con un travestimento in autogrill e con un karaoke (vi diciamo solo “Carry” e Europe…).
Buona visione e buona lettura, sotto il filmato troverete le parole di Michele Bitossi, una sorta di lettera aperta scritta per The Observer, nella quale ci racconta chi sono i Numero6.

“Lasciamo qualche pillola-video presa on the road. Ritengo sia superfluo commentarne i contenuti.

Baci
Michele”

Immagine anteprima YouTube

“Una volta uscito ‘I love you fortissimo’ tutto è stato chiaro: avevamo una voglia incontenibile di salire nuovamente su un palco e di suonare le nostre canzoni. Tra impegni di lavoro “altro”, musica scritta e suonata conto terzi, discrete dosi di scoramento, estemporanee esaltazioni, figli nati e immenso sbattimento per realizzare il nuovo album, non abbiamo suonato dal vivo per tantissimo tempo.
E’ stato quindi naturale alzare il telefono e comunicare a Salvatore, che ci cerca e ci organizza i concerti, le nostre ferme e incoscienti intenzioni. Avremmo voluto suonare in qualsiasi situazione si fosse presentata, senza far calcoli, senza puzza sotto il naso, evitando di pensare troppo al come, al quando e, soprattutto, al perché ci stavamo per imbarcare in un delirio del genere.
Troppo grande era il desiderio di infilarsi nello stomaco della Nissan Navara di terza mano, tutti e cinque insieme quando la contingenza lo avesse permesso, ma anche in quattro, in tre, in due, facendo di necessità virtù, provando a essere modulari, elastici, pronti a fronteggiare gli imprevisti traendo da essi, se possibile, linfa per sfoderare nuove formule per esporre in pubblico la nostra roba.
È probabile che se avessimo convocato una riunione e ci fossimo seduti a un tavolo davanti a bevande analcoliche (se no è troppo facile, con 3-4 bicchieri di prosecco alle spalle, perdere la bussola e razionalizzare pericolosamente) ci saremmo posti troppe domande intelligenti, I rimasugli di saggezza di qualcuno avrebbero recuperato un insperato salvagente e sarebbe venuta a galla l’oggettiva opportunità di non fare cazzate.
Non è stato così. Abbiamo deciso di non analizzare le nostre pulsioni. Chi era meno convinto si è fatto convincere da chi era più o meno convinto e di convinzione ne ha dovuta dispensare. Siamo partiti in tour senza aver messo a punto un vero e proprio show. Prove ne abbiamo fatte, questo è ovvio, ma anche dal punto di vista strettamente tecnico non c’è stata una preparazione meticolosa della scaletta da proporre, dei momenti “ad effetto” con cui stupire la platea, dell’abbigliamento su cui puntare. Non che I Numero6 siano mai stati una band troppo “professionale” se si parla di logistica e di preparazione strumentale. Questa volta però, ancor di più rispetto al passato, si è avvertita la necessità di “andare e fare”, abbandonandosi all’istinto, a dosi generose di improvvisazione, pronti a osservare con curiosità e passione che cosa minchia sarebbe successo.
È probabile che se ci fossimo chiusi per due mesi in sala avremmo ceffato molti meno accordi, io sarei stato più intonato e non mi sarei dimenticato puntualmente valanghe di parole dei testi nuovi, i suoni sarebbero usciti più opportuni, le canzoni in generale avrebbero goduto di arrangiamenti migliori in funzione del live. Di contro saremmo entrati a piè pari in un vortice di incertezza, di insoddisfazione, di maniacale ricerca di una perfezione che non fa parte del nostro sgangherato dna.
Siamo una buona band con ottime canzoni. So di non essere una persona modesta e non sarà questo frangente a palesare il contrario. So anche che la nostra migliore essenza viene fuori quando siamo davvero uniti e spensierati. Per catturare l’unione e la spensieratezza si cui c’era bisogno eravamo chiamati a fare una sola cosa: partire. Farlo così come eravamo, buttando velocemente in valigia le prime cose che trovavamo.
Il tempo sarebbe stato galantuomo soltanto se non fatto scivolare via. Ne eravamo sicuri. Ne abbiamo viste di tutti colori, abbiamo fatto un numero demenziale di chilometri, in barba a ogni parvenza di buon senso logistico. Un giorno a Trieste, il giorno dopo a Macerata per salire poi allegramente in quel di Torino. Tenendo a bada il più possibile le vocine, sia quelle immaginarie che quelle ultra reali del compagno di banda quell giorno più lucido di te, di fidanzate che iniziavano a scocciarsi pesantemente di essere lasciate da sole o, ancora peggio,
in compagnia di gelosie più o meno poderose.
Abbiamo fatto un mucchio di date. Alcune sono andate benissimo, altre discretamente, altre ancora sono state un disastro. Ma fa parte di un gioco al quale abbiamo deciso di giocare, senza che nessun medico ce lo ordinasse. Ci siamo divertiti assai; ora siamo un po’ stanchi anche perché i vent’anni ce li siamo lasciati alle spalle da un pochetto (per il “geriatric rock” vero e proprio c’è ancora tempo ma, personalmente, più di 2-3 salti sul palco in stile Pete Townshend dei tempi migliori inizio ad accusarli..).
Ci sono ancora una manciata di date da fare e siamo piuttosto carichi. Quest’estate registreremo il prossimo disco. Da luglio saremo chiusi al Greenfog studio di Genova per giocare, litigare, comporre, scomporre, fare pace, litigare ancora tanto…Abbiamo deciso di fare in fretta questa volta evitando di non abbandonare a sè stessi quattro anni tra un disco e l’altro. Io poi sono in procinto di uscire col mio primo album solista, a settembre. Ma questa è un’altra storia, ne parlerò nelle prossime puntate insieme ad altro e altro ancora…”

Rockol The Observer: i Numero6 come non li avete mai visti…

Giugno 21st, 2011 in Reports by Redazione Rockol

Abbiamo aperto Youtube Rockol The Observer sul quale caricheremo tutti i contenuti extra – esclusivi o meno – che gli artisti ospiti nella nostra rubrica ci manderanno. Ad inaugurare il canale video tocca ai Numero6 che ci hanno inviato delle clip parecchio inedite e divertenti che abbiamo selezionato e montato appositamente per The Observer.

“Una volta uscito ‘I love you fortissimo’ tutto è stato chiaro: avevamo una voglia incontenibile di salire nuovamente su un palco e di suonare le nostre canzoni. Tra impegni di lavoro ‘altro’ musica scritta e suonata conto terzi, discrete dosi di scoramento, estemporanee esaltazioni, figli nati e immenso sbattimento per realizzare il nuovo album, non abbiamo suonato dal vivo per tantissimo tempo. E’ stato quindi naturale alzare il telefono e comunicare a Salvatore, che ci cerca e ci organizza I concerti, le nostre ferme e incoscienti intenzioni….” – Michele Bitossi

Rimanete collegati per saperne di più, a breve pubblicheremo il video con il commento completo che il leader della band ci ha mandato nei giorni scorsi… non per spiegare meglio le immagini che vedrete, ma per raccontarvi chi-cosa-dove-quando e come sono i Numero6.

The Observer: riflettori accesi su Michele Bitossi (Numero6)

Aprile 7th, 2011 in Reports by Redazione Rockol

La prima volta che ho avuto il piacere di parlare al telefono con Michele Bitossi per intervistarlo sull’ultimo album dei suoi Numero6, “I love you fortissimo”, dopo cinque minuti già parlavamo di calcio. Avevamo iniziato la telefonata più che bene direi: “Mi piace molto la vostra musica”, “Ah ok, allora noi ti facciamo schifo…”, “No, be’, non saprei. A parte che in copertina ho il bollino SIAE appiccicato sulla faccia di uno di voi, quello seduto con la chitarra…”, “Ah sì, sono io”.
Pronti via, direi niente male come esordio. Le battute successive sono scivolate morbide, fino a che Michele non mi ha avvisata che realizzerà un progetto solista, con un nome e un titolo del disco che fanno riferimento al mondo del calcio: “Per tenere il filo con la mia grande passione, il Genoa. Ricordo ancora quando mio padre mi portò in curva la prima volta”.

Da lì in poi la telefonata ha preso una piega sportiva. Io ho ammesso la mia “gobbaggine”, juventina fino al midollo, lui, diplomaticamente, mi ha detto quanto gli facciamo schifo.
Palla al centro, l’intervista ricomincia e prosegue come ci conoscessimo da tempo.

Sono andata a sentire i Numero6 nella loro data milanese a La Casa 139.
Stessa scena. Finisce il live e mi avvicino a Michele (nel frattempo avevo staccato il bollino SIAE dalla copertina…), mi presento e mi complimento con lui. Dopo due chiacchiere sul concerto, si ricomincia: “Non sai quanto ho goduto quando vi si è infortunato Toni” (Luca Toni, punta del Genoa, passato alla Juventus durante questo campionato, ndr), mi dice lui. “Mah, che vuoi che ti dica, se ve lo tenevate ci facevate un favore”, rispondo io.

Ecco. Non so quanti di voi stiano ancora leggendo o si siano annoiati a sentir parlare di calcio (da una femmina, gobba per di più), ma questo è per spiegarvi quanto Bitossi e tutti i suoi progetti musicali, dai Laghisecchi ai Numero6 passando per i Nome, rispecchino esattamente il suo stato d’essere: semplice, con i piedi per terra ma la testa tra le nuvole, cinico quanto basta, amaro se serve, attento alle parole, poco modesto, autoironico, per nulla paraculo o snob.
Tutti questi ingredienti sono perfettamente miscelati nelle sue canzoni, che da tempo ormai compone insieme al suo fidato compagno di avventure Stefano Piccardo. Sul palco versa sudore e parole che si rincorrono, mai messe lì a caso, cercando di farle ben capire al pubblico, perché se dei Numero6 non ascolti anche i testi, le favolose melodie che mettono in piedi, reggono un po’ di meno nel tempo.
Perché è questo il bello di Bitossi e soci, il modo nel quale raccontano le cose e le cantano e le suonano. Capolavori del loro ultimo disco “I love you fortissimo” sono – per esempio – canzoni come “Wimbledon”, “Più di un’esigenza”, “Dell’inadeguatezza”, “Chiederti scusa” (del quale ci vediamo il nuovo videoclip) e il primo singolo estratto “Maledetta”. Non lasciateveli scappare i Numero6, e se ancora non avete approfondito la loro coscienza, fatevi sotto.

Immagine anteprima YouTube

seguici per continuare a scoprire Michele Bitossi e i Numero6

The Observer
riflettori accesi sulle promesse del 2011